L'Atalanta si prepara alla sfida di Conference League contro il Kairat Almaty con un ritiro a Zingonia, una decisione volta a ristabilire ordine e compattezza in un momento particolarmente complicato per la squadra. I bergamaschi, reduci da una vittoria contro il Pafos e una sconfitta con l'Ajax nel loro percorso europeo, affrontano questa partita con l'obiettivo di invertire la rotta.

Il rendimento in campionato, in particolare dopo la pesante sconfitta per 0-3 contro il Parma, ha infatti acceso un campanello d'allarme, spingendo a profonde riflessioni interne.

Il ritiro e le parole di Maurizio Sarri

Il tecnico Maurizio Sarri ha chiarito le motivazioni dietro la scelta del ritiro, sottolineando la necessità di "ricompattarci e superare questo momento" di difficoltà. La permanenza nel centro sportivo di Zingonia si estenderà fino alla vigilia dell'incontro di campionato contro il Monza, guidato dall'ex Ivan Juric. Sarri ha anche voluto evidenziare la caratura dell'avversario europeo, il Kairat Almaty, ricordando che, "a parte le nostre difficoltà", la formazione kazaka ha dimostrato la sua solidità nell'ultimo anno, subendo sconfitte di misura solo contro squadre del calibro dell'Inter (2-1 a Milano) e dell'Arsenal (3-2 a Londra).

Questo dato serve a contestualizzare la sfida e a non sottovalutare l'impegno.

L'analisi di Sarri si concentra in particolare sull'aspetto mentale della squadra. L'Atalanta, ancora impegnata in una fase di adattamento alla linea difensiva a quattro, ha mostrato una certa fragilità, incassando una media di tre gol nelle ultime tre gare di campionato. Con soli 11 punti in dieci partite, la classifica evidenzia un ritardo significativo. Il tecnico ha però operato una distinzione netta tra le problematiche tecniche e quelle psicologiche. Ha affermato: "Nel primo tempo col Parma ho visto quello che volevo vedere, escluse la mancanza di capacità di trasformare le occasioni in gol la leggerezza difensiva".

Ha poi aggiunto che i veri nodi da sciogliere riguardano "la mancanza di lucidità e di reazioni, l'aver spento la luce. Abbiamo smesso di crederci una volta preso il primo gol. Non è qualcosa su cui ci si allena sul campo", evidenziando come la tenuta psicologica sia ora la priorità.

Leadership e sostegno nello spogliatoio

Un altro punto toccato da Sarri è quello della leadership interna allo spogliatoio. Il tecnico ha auspicato che "due o tre giocatori per caratteristiche e personalità potrebbero incidere di più sul gruppo, ma non sono abituati a farlo. Vediamo se ci arriveranno velocemente", sollecitando una maggiore presa di responsabilità da parte degli elementi più esperti. In questo contesto di ricerca di soluzioni, il centrocampista Eljif Elmas è intervenuto in difesa dell'allenatore, invitando il gruppo a una responsabilità condivisa: "Non diamogli la colpa, diamogli una mano.

Ne usciremo", ha dichiarato, identificando un problema ricorrente: "il problema è che rientriamo dall'intervallo e prendiamo sempre gol, tanti", un segnale ulteriore di una fragilità emotiva da superare.

Il percorso europeo del Kairat Almaty

Il Kairat Almaty si presenta a Bergamo forte di un percorso europeo significativo, iniziato addirittura dalle qualificazioni di Champions League. La squadra ha affrontato un cammino impegnativo, disputando sei partite contro avversari come Sutjeska, Omonia Nicosia e Levski Sofia, per poi misurarsi in due gare con l'Anderlecht nei playoff della competizione. Questo background testimonia la loro esperienza e la loro capacità di confrontarsi a livello internazionale.