Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter e della Nazionale, è scomparso. Ad annunciarlo è stato il club nerazzurro con una nota di cordoglio che ha coinvolto il presidente Giuseppe Marotta, il vicepresidente Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu, lo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter. Il club lo ricorda come "leggenda nerazzurra e del calcio mondiale" e abbraccia i suoi familiari.

Mazzola avrebbe compiuto 84 anni l'8 novembre.

Dalla ferita di Superga al primo gol contro la Juventus

Figlio di Valentino Mazzola, simbolo del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro crebbe portando con sé una pesante eredità. Aveva sei anni quando perse il padre. Il suo percorso cominciò all’oratorio San Lorenzo, a Milano, in Porta Ticinese, anche in partite ricordate contro Adriano Celentano. Nella sua formazione calcistica furono decisive le figure di Giuseppe Meazza, che lo aiutò tecnicamente, e Benito Lorenzi, che gli portò scarpe e pallone a casa, a Cassano d’Adda.

A otto anni, Sandro e il fratello erano già mascotte dell’Inter.

Il debutto in prima squadra avvenne il 10 giugno 1961 a Torino, nella ripetizione di Juventus-Inter, in cui Angelo Moratti ed Helenio Herrera schierarono la Primavera. La partita si concluse 9-1 per la Juventus, ma l’unico gol nerazzurro fu suo: Mazzola aveva 18 anni. Da lì iniziò il suo cammino nella Grande Inter, con una sola maglia indossata per tutta la carriera e un legame mai interrotto con il club.

I trionfi europei, l’Italia e il ruolo da dirigente

Nel 1964, al Prater di Vienna, Mazzola firmò una doppietta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid. Dopo quel successo, Puskas gli consegnò la maglia e gli disse: "Sei degno di tuo papà Valentino".

Con l’Inter vinse quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali; fu capocannoniere della Serie A nel 1965 con 17 gol e della Coppa dei Campioni nel 1964 con sette reti, oltre al secondo posto nel Pallone d’Oro 1971 dietro Johan Cruyff.

Tra i momenti memorabili della sua avventura nerazzurra si annoverano il gol all’Independiente, la rimonta contro il Liverpool, il derby segnato dopo soli 13 secondi e la rete in Inter-Lazio del 1966 che consegnò la prima Stella al club. Con l’Italia vinse l’Europeo 1968 e visse il Mondiale 1970, con il 4-3 alla Germania e la staffetta az".