Francesco Totti è tornato a riflettere sul suo doloroso addio al calcio durante la presentazione di Oltre, il suo nuovo libro scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore. L'evento, tenutosi al Teatro Brancaccio il 19 ottobre 2026, ha visto l'ex capitano giallorosso ripercorrere, davanti a oltre 1.500 spettatori, uno dei passaggi più difficili della sua vita sportiva: la conclusione della carriera da calciatore nel 2017, una decisione che ha vissuto come non pienamente sua.

L'addio forzato e la difficile transizione

Rievocando quel momento cruciale, Totti ha espresso con chiarezza il suo stato d'animo: «Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo». Ha poi approfondito il peso di una conclusione che, pur sapendo inevitabile, si è manifestata in termini inaspettati e dolorosi: «Sapevo che ci sarebbe dovuta essere una fine, ma in quel caso è stato doloroso e diverso da come l’avevo pensato io». Il racconto ha toccato anche il complesso rapporto con la dirigenza e la profonda difficoltà di immaginare una nuova fase professionale e personale.

«Alla fine penso che sia la normalità del calcio perché quando servi, servi sempre, mentre quando non servi, non servi più. Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro, ma ho accettato la decisione della dirigenza e avevo paura di voltare pagina perché non sapevo cosa avrei voluto e trovato», ha dichiarato.

Il volume Oltre si propone di esplorare proprio la vita dopo il rettangolo verde, le esperienze affrontate dopo il ritiro e le sfide incontrate nel costruire un nuovo equilibrio. La serata di presentazione ha visto la partecipazione di figure importanti nella vita di Totti, tra cui la compagna Noemi, i figli e amici di lunga data come Vincent Candela e Max Biagi. L'incontro è stato anche un'occasione per celebrare i 50 anni della leggenda della Roma, un traguardo raggiunto lo scorso 27 settembre.

L'amore del pubblico e il ricordo di Mihajlovic

Durante l'evento, Totti ha condiviso anche le sue paure più intime, confessando: «Di cosa ho paura? Della morte, anche se ho tutto e spero di continuare con la stessa passione che ho dentro». Un momento di commozione è stato dedicato al ricordo di Sinisa Mihajlovic, con il quale Totti ha sottolineato di aver avuto un legame che «andava oltre il campo», definendolo «una persona fantastica». Nel finale del suo intervento, l'ex numero dieci ha voluto rimarcare l'enorme affetto ricevuto nel corso della sua vita: «In questi 50 anni ho dato e ho ricevuto tanto amore, soprattutto dalla famiglia, dai figli e dal popolo. C’è stato un dare e avere semplice, bello, trasparente».