Da Roma, il 17 ottobre 2026, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, è intervenuto per commentare le recenti indiscrezioni relative a un possibile ingresso di soci del Qatar nella proprietà del club nerazzurro. Marotta ha chiarito di non seguire direttamente il dossier riguardante queste trattative, ma ha difeso con fermezza il ruolo e l'operato di Oaktree nella gestione della società, sottolineando come ogni eventuale scelta futura della proprietà sarà dettata esclusivamente dall’interesse superiore del club.

Il suo messaggio è stato chiaro e conciso, volto a rassicurare l'ambiente: "Non mi occupo di questo, ma con il fondo proprietario il club è in mani sicure". Il dirigente ha poi approfondito il concetto, rispondendo in modo diretto alle voci sull’interesse di uno sceicco del Qatar per una quota della proprietà. "La proprietà ha dimostrato con i fatti di essere vicina all'Inter, realizzando significativi investimenti nello stadio e nelle strutture. Oaktree ha dato una spinta fondamentale a migliorare il bilancio societario, siamo in mani sicure: le loro decisioni non le conosco, non mi occupo di questo, ma se lo faranno sarà sempre per il bene dell'Inter, per consolidare la storia passata, presente e futura del club".

Il messaggio sulla proprietà dell'Inter e la fiducia in Oaktree

Le dichiarazioni del presidente dell’Inter si articolano su due livelli distinti e complementari: da un lato, una marcata cautela riguardo a trattative o valutazioni che, per sua stessa ammissione, esulano dalle sue dirette competenze operative; dall’altro, una decisa rivendicazione della vicinanza e del supporto concreto dimostrati dall'attuale proprietà. Marotta non ha fornito conferme su scenari specifici di mercato, nomi di potenziali investitori o imminenti passaggi societari, ma ha ribadito la piena fiducia nel fondo Oaktree e nella direzione strategica intrapresa dal club. Ha citato esplicitamente gli investimenti realizzati e l'attenzione costante al bilancio come prove tangibili e concrete di questa gestione oculata e lungimirante.

La Champions League: la crescita delle avversarie e la lezione delle sconfitte

Il dirigente nerazzurro, intervenendo ai microfoni di Dazn, ha affrontato anche il delicato e sempre attuale tema delle competizioni europee, con particolare riferimento alla Champions League. "La risposta sulla Champions League è semplicissima", ha esordito Marotta. "I club che anni fa erano considerati di terza o quarta fascia sono significativamente migliorati in termini di organizzazione, di strutture e di approccio tattico. Il dato statistico evidenzia chiaramente che non sono più squadre materasso". Il ragionamento di Marotta si concentra sulla crescita generale del livello medio della competizione: avversarie un tempo percepite come più accessibili hanno acquisito nel tempo una struttura solida, un metodo di lavoro efficace e una competitività tale da renderle sfidanti per qualsiasi top club.

La conclusione del suo intervento è stata affidata a un riferimento significativo, che serve da monito e da spunto di riflessione: "L'altro anno una squadra ha perso le prime tre partite, ha recuperato con i play-off". Questo esempio concreto serve a sottolineare l'importanza di non sottovalutare nessun avversario nel calcio moderno e, soprattutto, la capacità di reagire con forza e determinazione anche dopo un inizio difficile o delle battute d'arresto. Marotta ha così evidenziato come la lezione delle sconfitte sia un elemento fondamentale per il miglioramento continuo e per la costruzione di una mentalità vincente.