La corsa per la presidenza della Figc è entrata ufficialmente nella sua fase più calda, con l'assemblea elettiva fissata per il 14 dicembre 2026. La sfida vede contrapposti Giovanni Malagò e Adriano Galliani, in una competizione che si preannuncia complessa, non solo per i profili dei candidati ma anche per il peso strategico delle componenti federali e la rigorosa validazione delle documentazioni depositate.

Le candidature e il caso Genoa

Adriano Galliani ha formalmente depositato la propria candidatura, corredata dagli accrediti di Aic e Aiac, dal tesseramento all’Enotria 1908 e da tutte le dichiarazioni richieste. In anticipo di un giorno, Giovanni Malagò aveva già presentato la sua documentazione, che include il tesseramento all’Aniene e il sostegno di undici club di Serie A, attraverso le loro firme.

Un elemento di particolare attenzione emerge con il caso Genoa. Il club rossoblù, infatti, figura in entrambe le documentazioni. Sembra che il Genoa avesse inizialmente firmato a favore di Galliani, per poi inviare una pec di revoca e dichiarare il proprio sostegno a Malagò.

Tuttavia, Galliani ha comunque allegato la firma originaria del club, una mossa che potrebbe sollevare interrogativi sulla validità della candidatura di Malagò, dato che la firma del Genoa è presente anche tra i suoi sostenitori. La delicata questione sarà sottoposta all'esame della commissione di vigilanza sulle candidature, presieduta dal generale di brigata Vincenzo Parrinello. Nonostante ciò, Malagò si mostra sereno riguardo all'esito di tale verifica.

Il Consiglio federale e la Serie A

Contemporaneamente alla corsa presidenziale, sono state formalizzate anche le candidature per il Consiglio federale. Per la quota riservata alla Serie A, spicca il ritorno di Claudio Lotito, presidente della Lazio, che si ripropone dopo aver saltato le ultime due tornate elettorali.

La competizione per i tre seggi elettivi disponibili, oltre a quello spettante di diritto al presidente della Lega, vede in lizza cinque nomi di rilievo: oltre a Lotito, figurano Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, Giuseppe Marotta, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini, questi ultimi già consiglieri nella precedente composizione del Consiglio.

Multiproprietà: il nodo Lazio-Reggina

Un ulteriore aspetto politico che rimane in evidenza è il tema della multiproprietà Lazio-Reggina. Questa situazione potrebbe acquisire una sensibilità particolare qualora la Reggina, attualmente ai vertici della Serie D insieme alla Sambiese, dovesse fare ritorno tra i professionisti. Tale eventualità, infatti, creerebbe una potenziale tensione con il regolamento vigente in materia di multiproprietà.