La Borsa di Milano ha chiuso la seduta del 6 ottobre 2026 in netto rialzo, con il Ftse Mib che ha registrato un progresso dello 0,87%. Piazza Affari si è inserita in un contesto europeo generalmente positivo, beneficiando in particolare del calo dei prezzi del petrolio e della flessione dei rendimenti obbligazionari. A sostenere il listino milanese sono stati soprattutto il comparto bancario e la solida performance di Inwit.

Tra i titoli principali, Inwit ha evidenziato un significativo aumento del 3,5%. Il settore del credito è rimasto al centro dell'attenzione, con diverse banche che hanno contribuito al rialzo complessivo. Mps ha guadagnato il 2,34%, seguita da Intesa con un +1,2%, Bper con un +1,5%, Banco Bpm con un +0,1%, e sia Banca Generali che Generali con un +0,6%. L'andamento degli istituti è stato influenzato anche dalle dinamiche legate al risiko bancario, che continuano a tenere banco sul mercato.

Andamento dei principali titoli a Piazza Affari

Nonostante il quadro positivo generale, alcuni titoli hanno registrato delle flessioni.

Tim ha chiuso in forte calo, perdendo il 3,6% del suo valore. Anche il settore dell'energia ha mostrato segni di debolezza, con Eni che ha ceduto l'1,16%, Saipem l'1,7% e Tenaris il 2,8%. Similmente, i titoli della difesa hanno subito perdite: Leonardo ha perso il 2,2% e Fincantieri il 3,55%. In controtendenza, Poste Italiane ha segnato un rialzo dello 0,8%.

Fuori dal listino principale, Fidia ha registrato un notevole incremento del 35%, mentre Recordati si è allineata alla nuova offerta a 53 euro, chiudendo con un rialzo dell'1,7%. Il Ftse Mib, l'indice di riferimento della Borsa di Milano, raggruppa le 40 azioni ordinarie più liquide e capitalizzate quotate sui mercati Euronext Milan ed Euronext MIV Milan.

Scenario europeo e mercato obbligazionario

Le Borse europee hanno concluso la giornata in progresso, con Londra in crescita dello 0,4%, Parigi dello 0,42% e Francoforte dello 0,77%. Anche Madrid ha guadagnato lo 0,6%, mostrando indifferenza rispetto alle elezioni anticipate nel Paese. Questo andamento positivo è stato favorito da un contesto macroeconomico che ha visto i prezzi del petrolio rimanere contenuti e i tassi di interesse stabilizzarsi, come commentato da un analista.

Nel mercato obbligazionario, i titoli di Stato europei hanno evidenziato un rally, con la Francia in testa. Questo movimento si è verificato in un contesto caratterizzato da dati economici deludenti e dalla proposta della candidata presidenziale francese Marine Le Pen di ridurre il deficit del Paese sotto il 3% del Pil entro il 2032. Il prezzo del Brent è sceso a 99,24 dollari al barile, a seguito dell'aumento delle esportazioni dal Medio Oriente e del taglio dei prezzi deciso dall'Arabia Saudita, segnali di un mercato meno teso.