A Torino, il 9 ottobre 2026, le principali sigle dei sindacati metalmeccanici hanno espresso la loro posizione in merito agli incontri sul futuro dello stabilimento Mirafiori. Il confronto ha visto la partecipazione dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. La reazione congiunta di Fiom, Uilm e Fim-Cisl si concentra sulla necessità di passare dalle mere dichiarazioni a decisioni operative concrete per lo stabilimento torinese.
Le richieste principali vertono sull'introduzione di nuovi modelli produttivi, sulla garanzia delle tutele occupazionali e sulla stabilizzazione dei lavoratori interinali. L'attenzione è già proiettata verso l'incontro cruciale previsto a Roma il 15 ottobre, dal quale i sindacati attendono risposte definitive.
La Fiom ha riconosciuto l'impegno della Regione Piemonte e del Comune di Torino nel richiedere un secondo modello da affiancare alla Fiat 500, sia nella versione ibrida che elettrica. Tuttavia, la sigla ha fortemente contestato il lungo periodo trascorso prima che il tema tornasse al centro del dibattito istituzionale.
Edi Lazzi, segretario generale della Fiom di Torino, e Gianni Mannori, responsabile di Mirafiori, hanno dichiarato: “Purtroppo le nostre richieste non sono state recepite dall'azienda e le istituzioni hanno aspettato un anno per occuparsene almeno a parole”. La Fiom ha inoltre sollecitato l'assunzione stabile dei circa 400 lavoratori interinali impiegati nella Carrozzeria, i cui contratti sono in scadenza a dicembre. La sigla ha evidenziato come l'assegnazione di nuove produzioni sia strettamente legata alla gestione della cassa integrazione prevista per i prossimi mesi e per tutto il 2027, sottolineando l'urgenza di una politica industriale chiara e sostenibile.
Le richieste delle sigle per il futuro dello stabilimento
La Uilm ha ribadito l'urgenza di decisioni concrete che facciano seguito alle dichiarazioni delle istituzioni. Luigi Paone, segretario generale torinese, e Gianluca Rindone, coordinatore di Mirafiori Plant, hanno sottolineato l'indispensabilità di nuovi modelli per assicurare un futuro produttivo allo stabilimento. Hanno inoltre richiesto la riconvocazione dell’Osservatorio regionale sull’automotive e hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di una politica industriale robusta e mirata a sostenere l'intero settore. Le loro richieste si concentrano specificamente su Mirafiori e sul suo ruolo strategico all'interno della filiera automobilistica piemontese, evidenziando l'importanza di mantenere e rafforzare le capacità produttive locali.
Anche la Fim-Cisl Torino e Canavese ha espresso una posizione critica, giudicando insufficienti le rassicurazioni generiche finora ricevute. Igor Albera, responsabile del settore auto, ha affermato con chiarezza: “Non basta arrivare al 2030 con il cancello aperto, bisogna mantenersi in buona salute e pronti per produrre”. La sigla ha avanzato la richiesta di nuove attività produttive e un significativo rafforzamento dell’organico, ponendo il tema occupazionale come uno dei punti centrali e irrinunciabili del confronto sia con l'azienda che con le istituzioni. L'obiettivo è garantire non solo la sopravvivenza, ma la prosperità e lo sviluppo del sito produttivo.
L'incontro decisivo del 15 ottobre a Roma
L’attenzione di tutte le sigle sindacali è ora interamente rivolta all'importante appuntamento del 15 ottobre a Roma. Da questo incontro, i sindacati attendono risposte concrete e impegni definitivi riguardo il futuro di Mirafiori, la strategia di Stellantis per lo stabilimento e le misure a sostegno dell'occupazione e della produzione. L'obiettivo è ottenere chiarezza e garanzie che possano delineare un percorso stabile e duraturo per i lavoratori e per l'intero comparto automobilistico torinese.