Alla vigilia dell'attesissimo esordio del Como in Champions League, il tecnico Cesc Fabregas ha scelto la via dell'equilibrio per presentare la sfida casalinga contro il Lipsia. Il 9 settembre 2026, durante la conferenza stampa pre-partita, l'allenatore dei lariani ha riconosciuto il profondo peso emotivo di questo appuntamento storico per la città e per il club. Tuttavia, ha fermamente insistito sulla necessità di affrontare l'incontro con pragmatismo, mantenendolo nei confini di una semplice partita di calcio da vincere, senza attribuirle significati esterni o sovraccarichi emotivi.

“Domani è una partita come le altre”, ha dichiarato Fabregas, cercando di stemperare la tensione e focalizzare l'attenzione sull'aspetto puramente sportivo. “Dobbiamo provare a vincere come tutte le partite. Poi capisco le emozioni della città e del club, ma dobbiamo essere bravi a capire che è una partita di calcio. Loro sono una grande squadra, dobbiamo sfruttarla per crescere, vogliamo essere al top. Vediamo come va, ma c'è fiducia nel nostro lavoro e nelle nostre capacità”. Questo messaggio sottolinea la sua visione: un approccio concentrato sul campo, nonostante l'eccezionalità dell'evento che vede il Como protagonista.

Le scelte tattiche e il valore dell'esperienza

Fabregas ha fornito chiare indicazioni riguardo le sue scelte di formazione, dissipando ogni dubbio su possibili favoritismi legati al passato. Ha specificato che la decisione su chi scenderà in campo non sarà influenzata dal curriculum internazionale o dall'esperienza pregressa dei singoli giocatori in competizioni europee. Al contrario, la priorità assoluta sarà la funzionalità e l'efficacia dei calciatori rispetto all'obiettivo primario: la vittoria. “Sceglierò chi mi aiuterà di più ad andare all'obiettivo, che è la vittoria”, ha ribadito il 39enne tecnico catalano. “Mi conoscete da due anni e mezzo ormai, a me non interessa l'esperienza. Che vuole dire?

Ieri ti posso far vedere giocatori che hanno fatto 100 partite in Champions e hanno sbagliato... La scelta più giusta sarà far giocare chi mi aiuterà di più a vincere”.

L'allenatore ha anche evidenziato il significativo innalzamento del livello della rosa del Como. “Adesso stiamo arrivando a un livello che, due minuti prima della riunione, qualche scelta la devo fare. Questo fa capire quanto il livello si è alzato e quanto sono vicini i giocatori. Adesso nessuno può sapere chi gioca domani. Tutti sono preparati per dare una mano”. Questa dichiarazione rafforza l'idea di una squadra coesa e pronta, dove ogni elemento può contribuire. Riguardo al suo discorso pre-partita, Fabregas ha affermato: “Non me lo preparo, sono una persona a cui viene tutto da dentro.

Sono uno che dice quel che sente”, sottolineando la sua autenticità e la sua capacità di comunicare direttamente con la squadra.

Il rispetto per il Lipsia e l'identità del Como

Analizzando l'avversario, Fabregas ha espresso grande rispetto per il Lipsia, riconoscendone la solidità e la cultura sportiva. “Il Lipsia è un grande club, l'hanno dimostrato negli anni, creando una cultura iniziando da zero 20 anni fa. Si possono prendere tantissime idee e hanno fatto bene”, ha commentato. Ha inoltre menzionato la sua conoscenza di Martin Demichelis e di altre figure all'interno del club tedesco, definendoli “grandi persone e grandi professionisti”, e ha aggiunto: “Non sono sorpreso di ciò che hanno costruito.

Sarà una gara molto difficile domani”. Nonostante la difficoltà riconosciuta dell'impegno, il tecnico ha implicitamente richiamato l'importanza per i suoi giocatori di mantenere la propria identità e il proprio approccio al gioco, come suggerito dal sottotitolo. La cosa più importante è che, succeda quel che succeda, i giocatori mantengano la propria mentalità e il proprio spirito di squadra, affrontando la sfida con fiducia e determinazione.