Alla vigilia del tanto atteso Clasico del 25 ottobre al Camp Nou, José Mourinho ha inquadrato la sfida tra Real Madrid e Barcellona, definendo "ingiusto" il confronto attuale tra le due formazioni. Il tecnico portoghese ha descritto il suo Real Madrid come una squadra ancora in piena fase di costruzione e sviluppo, in netto contrasto con i catalani, che si presentano all'incontro non solo come detentori del titolo di campioni di Spagna per due edizioni consecutive, ma anche come attuali capolista imbattuti nella Liga.

Il Real Madrid: un progetto in evoluzione

Mourinho ha chiarito che il suo Real Madrid non può essere giudicato come un progetto già pienamente consolidato. "Non siamo ancora un prodotto finito", ha dichiarato, spiegando che la squadra si trova in una "fase iniziale in cui l'allenatore impara, analizza e definisce, passo dopo passo, la strada da seguire, mentre i giocatori imparano a conoscere il proprio tecnico". Ha ribadito l'ingiustizia di paragonare la sua formazione a una che ha "lo stesso allenatore da due anni", riferendosi implicitamente al Barcellona.

Il portoghese, tornato sulla panchina merengue a tredici anni di distanza dal suo primo incarico, ha aggiunto di aver potuto lavorare con l'intera rosa soltanto per "un mese e mezzo o due" dal suo arrivo nel mese di luglio.

Nonostante il Real Madrid occupi la terza posizione in classifica, la squadra si presenta al confronto del Clasico forte di due significative vittorie consecutive per 4-1, ottenute rispettivamente contro il Siviglia nel campionato nazionale e il Lipsia in Champions League. Tuttavia, Mourinho ha prontamente ridimensionato l'importanza del momento di forma attuale, affermando che "È vero che siamo in un buon momento: vinciamo, giochiamo piuttosto bene e segniamo ma tutto perde di rilevanza in un Clasico".

Con una nota di sottile ironia, ha poi aggiunto: "Credo che chi, una settimana fa, pensava che il Barça ci avrebbe umiliato, non abbia cambiato idea". Il Barcellona, attuale capolista del campionato, affronta invece la sfida dopo una recente battuta d'arrestoin coppa, con la sconfitta per 4-2 subita martedì contro il Paris Saint-Germain.

L'unicità del Clasico e la strategia su Yamal

Per José Mourinho, il Clasico rappresenta molto più di una semplice partita di campionato; è un appuntamento che trascende la mera posizione in classifica e assume una risonanza globale. "È una partita unica, per cui il mondo del calcio si ferma. Spero che sia un grande incontro e che vinceremo noi", ha affermato il tecnico.

Sul fronte puramente tattico, Mourinho ha categoricamente escluso l'adozione di modifiche specifiche alla sua formazione per tentare di contenere il talento emergente di Lamine Yamal. Pur riconoscendo il valore del giovane attaccante, definendolo "un grande giocatore" che merita il massimo rispetto, il portoghese ha tracciato un confine netto tra rispetto e alterazione della propria strategia: "Ma rispettare è una cosa; cambiare la struttura della squadra e dimenticare la propria identità è un'altra. Non lo faremo mai, né per lui né per altri di grande talento che andremo ad affrontare". Questa dichiarazione rafforza l'importanza dell'identità tattica della squadra, un principio irrinunciabile e non negoziabile per l'allenatore lusitano.