Le condizioni di finanziamento per le imprese nell'area euro hanno registrato un ulteriore irrigidimento nel terzo trimestre del 2026. La Banca Centrale Europea (BCE) ha evidenziato, tramite la sua indagine sul credito alle aziende, un inasprimento dei tassi sui prestiti bancari e una disponibilità di credito in calo, che diminuisce più rapidamente rispetto alle effettive esigenze di finanziamento.
Questo ha portato a un persistente divario tra il credito disponibile e il fabbisogno delle imprese, una dinamica che ha caratterizzato la rilevazione. Il peggioramento delle condizioni si estende in modo uniforme, colpendo sia le piccole e medie imprese (PMI) sia le aziende di maggiori dimensioni.
In dettaglio, la percentuale netta di imprese che ha riscontrato un inasprimento dei tassi sui prestiti bancari è aumentata al 46%, rispetto al 42% del trimestre precedente. La stretta creditizia, tuttavia, non si limita al solo costo del denaro. Un significativo 27% netto delle aziende ha segnalato un incremento di altri costi di finanziamento, come commissioni e oneri accessori, mentre il 14% netto ha dovuto affrontare requisiti di garanzia più severi.
È importante notare che la rilevazione è stata influenzata da una modifica sostanziale nella composizione del campione di imprese intervistate.
Disponibilità di credito in calo per PMI e grandi imprese
Le imprese hanno complessivamente registrato una diminuzione della disponibilità di prestiti bancari nel terzo trimestre del 2026. Il saldo netto, indicatore di questa tendenza, si è attestato a -5%, in peggioramento rispetto al -1% rilevato nel secondo trimestre del 2026. Questa contrazione è emersa in maniera simile tra le diverse classi dimensionali delle aziende. Le PMI hanno riportato un saldo netto di -5%, in calo rispetto al -4% precedente, mentre le grandi imprese hanno visto il loro saldo scendere a -6%, un netto peggioramento rispetto al 4% positivo del trimestre precedente.
Questo dato sottolinea una minore disponibilità di credito che colpisce sia le aziende di maggiori dimensioni sia le piccole e medie imprese.
Contrariamente alla riduzione dell'offerta, il fabbisogno di prestiti bancari non ha mostrato una crescita proporzionale. Per le imprese dell'area euro, il saldo netto relativo ai bisogni di prestiti bancari ha indicato un calo del 2%, invertendo la tendenza rispetto all'aumento netto del 2% registrato nel trimestre precedente. Nello specifico, per le PMI il fabbisogno è rimasto sostanzialmente invariato, con un saldo netto dell'1% (dopo il 2% precedente), mentre per le grandi imprese si è evidenziata una riduzione netta del fabbisogno pari al 6%, in contrasto con il 3% positivo del periodo precedente.
Dettagli sulla rilevazione BCE
L'indagine relativa al terzo trimestre del 2026 rappresenta la quarantesima edizione della "Survey on the Access to Finance of Enterprises" condotta nell'area euro. Le interviste per questa rilevazione sono state effettuate tra il 26 agosto e il 2 ottobre.