A Roma, il 14 ottobre 2026, Confcommercio ha posto l'attenzione su una questione cruciale per la connettività e la competitività dei territori insulari italiani. Il vicepresidente dell'associazione, Pasquale Russo, è intervenuto in audizione presso la Commissione per le Politiche Europee della Camera dei Deputati, presentando le richieste dell'organizzazione in merito alla revisione del sistema di scambio delle emissioni (Ets).

Al centro dell'intervento, la pressante necessità di eliminare gli extracosti che gravano sui collegamenti marittimi con le isole, un onere che, sommando il costo del carburante e gli oneri Ets, arriva a superare il 50% del prezzo finale dei biglietti.

Russo ha evidenziato come la crisi energetica, unita agli strumenti adottati per la transizione ecologica, stia generando impatti socio-economici significativi. Per i collegamenti via mare con le isole, in particolare, l'incremento dei prezzi energetici si aggiunge in modo gravoso agli oneri derivanti dal sistema Ets.

Il vicepresidente ha descritto la situazione attuale in termini netti, affermando che “operare in queste condizioni e soprattutto programmare gli investimenti necessari alla decarbonizzazione è veramente una missione impossibile”. Questa combinazione di fattori rende estremamente difficile sia la gestione operativa quotidiana sia la pianificazione a lungo termine per la sostenibilità ambientale del settore.

La richiesta di esclusione per i collegamenti insulari

La principale richiesta di Confcommercio è una modifica sostanziale della disciplina Ets che preveda l'esclusione strutturale dalla contribuzione per tutti i collegamenti marittimi con le isole, sia le minori che le maggiori. In questa istanza rientrano esplicitamente anche la Sicilia e la Sardegna, regioni che, secondo l'associazione, subiscono in maniera particolarmente acuta gli effetti di questi ulteriori extracosti.

Russo ha richiamato a sostegno di questa posizione il nuovo comma 6 dell’articolo 119 della Costituzione, il quale impegna la Repubblica a “rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità”, sottolineando la natura costituzionalmente riconosciuta della problematica.

L'intervento in audizione ha ribadito come questa richiesta sia intrinsecamente legata alla necessità di preservare la competitività dei territori insulari e di garantire la possibilità di programmare gli indispensabili investimenti per la decarbonizzazione del settore marittimo. La proposta di modifica non si limita alle tratte verso le due isole maggiori, ma abbraccia l'intero sistema dei collegamenti marittimi insulari, che Confcommercio identifica come particolarmente vulnerabile agli effetti congiunti dei costi energetici elevati e degli oneri imposti dal sistema Ets.

La questione dei porti di transhipment

Nel corso della stessa audizione, Pasquale Russo ha anche sollecitato l'adozione di misure efficaci per mitigare lo svantaggio competitivo che il sistema Ets genera a danno dei porti europei di transhipment. Tra gli esempi citati, emerge il caso di Gioia Tauro, un porto strategico che si trova a fronteggiare una crescente concorrenza da parte degli scali extra-Ue, in particolare quelli situati sull'altra sponda del Mediterraneo. L'associazione ha evidenziato la necessità di tutelare questi hub cruciali per il commercio marittimo europeo.