A Taranto, il 13 ottobre 2026, la protesta dei lavoratori dell'ex Ilva ha causato lunghe code e significativi rallentamenti sulla statale 106 Jonica. Giunta al suo secondo giorno, la mobilitazione si è concentrata presso la rotatoria vicino alla raffineria Eni, un punto chiave per l'accesso al capoluogo ionico. Il presidio ha generato notevoli disagi per gli automobilisti diretti in città, con file di veicoli e tempi di percorrenza maggiori lungo il tratto interessato.
La mobilitazione è motivata dall'incertezza sul futuro dello stabilimento siderurgico e sulle prospettive occupazionali, con la presenza dei manifestanti in questo snodo cruciale che ha inciso pesantemente sulla circolazione, provocando rallentamenti e disagi per chi si dirigeva verso il centro urbano di Taranto.
Blocchi stradali e sciopero a oltranza
La mobilitazione degli operai ex Ilva è proseguita a Taranto con ulteriori blocchi. Nella stessa giornata, sono stati segnalati impedimenti sulla statale 7 Appia (direzione Bari), sulla statale Jonica 106 e all'ingresso della raffineria Eni.
Lo sciopero, che continua a oltranza, è legato alle pressanti richieste su prospettive industriali, ambientali, sociali e occupazionali dello stabilimento.
Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, ha chiesto una convocazione del governo e un confronto a Palazzo Chigi. Tra le richieste avanzate, figurano strumenti straordinari per i lavoratori: prepensionamento, riconoscimento dei lavori usuranti e incentivo all’esodo su base volontaria. La mobilitazione mantiene al centro il tema dell'occupazione e il futuro dell'impianto siderurgico, elementi vitali per la comunità locale.