A Taranto, il 14 settembre 2026, si è accesa una vibrante protesta che ha visto protagonisti i lavoratori dell’appalto dello stabilimento ex Ilva. Le principali sigle sindacali, Fim, Fiom, Uilm e Usb, hanno congiuntamente proclamato uno sciopero di 24 ore, un’azione di astensione dal lavoro iniziata puntualmente alle ore 9:00 del 14 settembre e destinata a concludersi alle ore 7:00 del giorno successivo, il 15 settembre. Questa importante mobilitazione è stata decisa in seguito a un’assemblea partecipata, tenutasi proprio davanti alla portineria imprese del sito siderurgico, un punto di riferimento cruciale per tutte le aziende che operano nell’indotto e che sono direttamente collegate alle attività dello stabilimento.

La manifestazione non si è limitata alla sola astensione dal lavoro, ma ha incluso anche significative azioni di blocco stradale. Subito dopo la conclusione dell’assemblea, i lavoratori hanno occupato fisicamente la strada provinciale che collega Taranto a Statte, causando notevoli disagi alla circolazione veicolare. Non solo, è stato anche preannunciato un ulteriore e strategico blocco sulla statale in direzione Bari, un’iniziativa volta a estendere ulteriormente il raggio d’azione della protesta e a garantire la massima visibilità alle rivendicazioni dei manifestanti. Le organizzazioni sindacali hanno espresso con chiarezza la loro ferma posizione, dichiarando che la mobilitazione proseguirà con determinazione qualora non vengano presentate soluzioni concrete e non vengano adottate misure straordinarie efficaci per tutelare l’occupazione e i diritti di tutti i lavoratori coinvolti nella complessa vertenza.

Dettagli della mobilitazione e le istanze sindacali

La protesta si è focalizzata in maniera strategica all’esterno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, scegliendo come epicentro la portineria imprese, un accesso nevralgico per le attività delle ditte in appalto. Lo sciopero, indetto dalle sigle Fim, Fiom, Uilm e Usb, ha mantenuto la sua durata di 24 ore, iniziando alle 9:00 e terminando alle 7:00 del mattino seguente. L’azione di blocco della provinciale per Statte ha rappresentato un elemento distintivo della mobilitazione, affiancata dall’annuncio di un imminente blocco sulla statale verso Bari, estendendo così il presidio e l’impatto sulla viabilità collegata all’intera area industriale e ai suoi flussi di traffico.

Il cuore pulsante della giornata è stato indubbiamente la proclamazione dello sciopero per l’appalto e l’attuazione delle iniziative di protesta direttamente sulle arterie stradali. I sindacati hanno reiterato con forza la loro richiesta di ottenere risposte concrete e l’implementazione di misure straordinarie, considerate condizioni imprescindibili per la prosecuzione della mobilitazione. Questo quadro definisce chiaramente la portata dell’azione sindacale, che abbraccia sia l’astensione collettiva dal lavoro sia le manifestazioni di presidio e i blocchi stradali che hanno caratterizzato l’area antistante e circostante lo stabilimento tarantino.

Il contesto della vertenza sull'area a caldo ex Ilva

La mobilitazione dei lavoratori dell’indotto si inserisce in un contesto più ampio e di grande complessità, quello della vertenza che interessa direttamente l’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto. In questo scenario, la Corte d’appello di Milano ha confermato in via definitiva il blocco dell’area a caldo, respingendo la richiesta di sospendere il decreto che era stato emesso il 27 luglio 2026.