Le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno annunciato la proclamazione di ulteriori 48 ore di sciopero, che interesseranno la totalità degli stabilimenti ex Ilva. Questa decisione è stata comunicata il 13 ottobre 2026, in una giornata che vede già in atto mobilitazioni e scioperi nelle città di Genova e Taranto. La nuova azione di protesta si inserisce nel contesto delle pressanti richieste avanzate dai sindacati dei metalmeccanici, che mirano a ottenere risposte chiare e concrete da parte del governo e a instaurare un confronto diretto e risolutivo presso Palazzo Chigi.
La motivazione alla base di questa nuova ondata di scioperi è stata esplicitata in una nota congiunta diffusa dalle organizzazioni dei metalmeccanici. Il testo sottolinea che la decisione è stata presa "in considerazione delle mancate risposte del governo", un elemento cruciale che ha spinto Fim, Fiom e Uilm nazionali a proclamare queste ulteriori 48 ore di sciopero. Le stesse sigle hanno precisato che, a livello locale, "saranno organizzate tutte le iniziative necessarie" per garantire l'efficacia della protesta. In attesa di una convocazione ufficiale a Palazzo Chigi, i sindacati non escludono la possibilità di valutare e attuare ulteriori azioni di sciopero qualora le risposte attese non dovessero arrivare.
La mobilitazione negli stabilimenti e nei territori
La giornata del 13 ottobre 2026 segna il secondo giorno consecutivo di scioperi che stanno coinvolgendo attivamente le realtà produttive di Genova e Taranto. La recente proclamazione estende formalmente la mobilitazione, aggiungendo altre 48 ore di sciopero che coinvolgeranno tutti gli stabilimenti ex Ilva. L'organizzazione delle specifiche iniziative di protesta viene demandata ai livelli territoriali, che avranno il compito di coordinare le azioni più appropriate. Il richiamo alla necessità di una convocazione a Palazzo Chigi rimane un punto fermo nella comunicazione sindacale, evidenziando l'urgenza di ottenere risposte concrete e un quadro definito per il futuro degli stabilimenti interessati.
Nel materiale informativo e nei comunicati sindacali relativi alla mobilitazione già avviata il 12 ottobre 2026, vengono menzionate esplicitamente le realtà di ADI in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria, e i settori dell'appalto e dei servizi. Lo sciopero precedente era stato indetto a partire dalle ore 7:00 di lunedì 12 ottobre, con un'assemblea dei lavoratori prevista alla stessa ora presso il parcheggio della direzione. Le iniziative di protesta in corso e future sono strettamente legate a queste assemblee e alla partecipazione attiva dei lavoratori coinvolti nella vertenza.
Le richieste centrali della piattaforma sindacale
La piattaforma di rivendicazioni presentata dai sindacati include una serie di punti fondamentali volti a tutelare i diritti e il futuro dei lavoratori.
Tra le richieste principali spiccano le tutele straordinarie per tutti i lavoratori, che comprendono specifici benefici previdenziali per coloro che svolgono lavori usuranti e per chi è esposto ad agenti cancerogeni. A queste si aggiungono gli incentivi all'esodo, pensati per agevolare percorsi di uscita protetti. Un altro pilastro della piattaforma è la richiesta di un piano industriale robusto e sostenibile per Taranto, che preveda un forte intervento pubblico dello Stato per garantire la continuità produttiva e occupazionale. Infine, un'attenzione prioritaria è dedicata alle misure di salute e prevenzione, considerate essenziali per la sicurezza e il benessere di tutte le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti.