A Roma, il 12 ottobre 2026, Francesco Massini ha delineato le sue prime priorità in qualità di neopresidente degli arbitri. Intervenendo a “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, Massini ha illustrato un programma incentrato su tre pilastri fondamentali: l’autonomia economica dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), la professionalizzazione degli arbitri di vertice e una complessiva revisione regolamentare.

Nonostante queste innovazioni, il presidente ha ribadito la centralità delle sezioni, considerate il vero punto di contatto e la base associativa.

Massini ha enfaticamente collegato questa nuova fase a un’urgente necessità di ricomposizione interna. Ha richiamato l’importanza di privilegiare il “noi che all’io”, promuovendo la valorizzazione delle competenze e superando le logiche delle correnti interne all’associazione. Il messaggio è stato altrettanto chiaro sul fronte istituzionale: l’AIA è stata descritta come “sana e forte”, non come patrimonio esclusivo di una singola parte.

Dopo un’elezione combattuta, decisa da soli venti voti, Massini ha voluto sottolineare che “l’Aia è di tutti”, invitando all’unità.

La vicinanza alla base come priorità

Il neopresidente ha spiegato di aver già esercitato per diversi mesi le funzioni di presidente, avendo ricoperto il ruolo di vicario dopo la decadenza dell’ex presidente Zappi. Questa esperienza, ha sottolineato, ha accresciuto la sua consapevolezza delle responsabilità. In tale prospettiva, Massini ha promesso un deciso cambio di passo nel rapporto con gli associati. Ha osservato come, in passato, alcuni presidenti fossero apparsi distanti dalla base, mentre il suo obiettivo primario è quello di stare vicino alle sezioni e riportare la serenità.

Quest’ultima, nelle sue parole, rappresenta una condizione indispensabile per garantire la regolare e trasparente conduzione di tutti i campionati.

Regole, VAR e la scuola arbitrale italiana

Massini ha espresso un giudizio positivo sulle nuove regole del gioco, ritenendo che contribuiscano ad aumentare lo spettacolo e a rafforzare la centralità della decisione arbitrale. Allo stesso tempo, ha ribadito con fermezza che il VAR è “imprescindibile” nel calcio moderno. Ha inoltre confermato la sua piena fiducia in Rocchi e nella rettitudine dei giovani arbitri e degli associati. Un altro punto fermo è la difesa della scuola arbitrale italiana, che ha definito la migliore al mondo e da cui si deve ripartire per riconquistare i livelli di eccellenza del passato.

Il tema delle tutele rappresenta una parte cruciale della riforma delineata dal presidente. Per Massini, gli arbitri di vertice sono già, nei