A Milano, il 3 novembre 2026, in un momento cruciale prima dell'importante sfida di Champions League tra Feyenoord e Inter, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha scelto di intervenire pubblicamente per fare chiarezza sul clima interno alla squadra e sulla gestione dei contratti. Con un messaggio volto a rassicurare l'ambiente, Marotta ha categoricamente respinto l'idea di tensioni profonde o problematiche nello spogliatoio, sottolineando come il dialogo continuo e costruttivo tra l'allenatore e i giocatori rappresenti la base solida del lavoro quotidiano del club.

La compattezza del gruppo nerazzurro

Il presidente Marotta ha descritto il rapporto tra lo staff tecnico e la squadra come un elemento fondamentale e costante nella vita del club. Ha affermato con decisione: "Il confronto tra allenatore e squadra è quotidiano, io sono sempre presente. Il gruppo è sano, non ci sono mele marce". Questa dichiarazione mira a evidenziare la coesione e l'integrità dello spogliatoio. A supporto di questa tesi, ha poi introdotto un dato statistico significativo: "Sottolineo un dato statistico: nelle ultime 40 partite in Serie A abbiamo perso solo tre volte, coincidenza ha voluto che fosse col Milan e questo ci deve far riflettere".

Il riferimento specifico alle sconfitte subite contro il Milan, pur essendo un dato che richiede analisi, è stato presentato da Marotta come un elemento che non intacca il rendimento complessivo della squadra, ma piuttosto impone una riflessione mirata su quelle particolari sfide.

La sua presa di posizione, giunta alla vigilia di un appuntamento europeo di rilievo, ha avuto l'obiettivo di ribadire la compattezza dell'ambiente Inter. Marotta ha escluso l'esistenza di fratture interne, descrivendo un gruppo che considera pienamente sano e costantemente monitorato dalla dirigenza. La presenza attiva della leadership, nel suo ragionamento, è un fattore che accompagna e supporta il lavoro dell'allenatore, contribuendo in modo determinante a mantenere stabile e armonioso il rapporto con tutti i componenti della squadra.

Rinnovi contrattuali: serenità e proattività

In un secondo momento del suo intervento, il presidente dell'Inter ha affrontato il delicato tema dei rinnovi contrattuali dei giocatori, escludendo categoricamente qualsiasi scenario di urgenza o emergenza. "Non viviamo una situazione di ansia sui rinnovi. C'è solo Calhanoglu in scadenza di contratto", ha dichiarato, fornendo un quadro di gestione serena e pianificata. Riguardo al centrocampista turco Hakan Calhanoglu, Marotta ha sottolineato l'esistenza di "davvero un ottimo rapporto" con il giocatore, suggerendo una base solida per future discussioni.

Per quanto concerne Federico Dimarco, la situazione è stata presentata come già definita e in linea con le aspettative del club e del giocatore stesso.

Marotta ha evidenziato il forte legame del difensore con la maglia nerazzurra, definendolo un "interista doc e nel sangue". Ha poi specificato: "È stata esercitata la clausola di allungamento di un anno fino al 2028, una cosa che abbiamo concordato anche se è unilaterale la clausola di rinnovo sul contratto". Questa mossa, sebbene unilaterale nella sua applicazione iniziale, è frutto di un accordo di massima tra le parti.

Il presidente ha inoltre chiarito l'intenzione condivisa di andare oltre l'attuale prolungamento contrattuale. "Siamo d'accordo che nel corso dell'anno avremo modo di allungare ancora il contratto perché lui ha manifestato l'intenzione di restare all'Inter ed è la stessa cosa che pensano", ha concluso Marotta, confermando la volontà reciproca di legare Dimarco al club per un periodo ancora più lungo, a testimonianza di un progetto comune e duraturo.