L'allarme lanciato da Confindustria Veneto Est per l'azienda Lafert, con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, si fa sempre più pressante. La società, specializzata nella progettazione e produzione di motori elettrici per uso civile, sta affrontando significative difficoltà a causa delle recenti restrizioni cinesi sull'export di magneti in terre rare. Pechino ha infatti inserito Lafert tra le 14 realtà europee colpite dalle misure annunciate il 24 luglio 2026, adottate come ritorsione al ventunesimo pacchetto di sanzioni europee imposte alla Russia.
Il caso è stato portato alla luce da Confindustria Veneto Est, che ha fornito dettagli sull'azienda. Lafert fa parte del gruppo giapponese Sumitomo e vanta una forza lavoro di mille dipendenti a livello globale, di cui 780 impiegati direttamente in Veneto. Con un fatturato annuo che si attesta sui 180 milioni di euro, l'azienda si affida all'utilizzo di magneti permanenti in terre rare per circa il 30% della sua produzione di motori. È importante sottolineare che l'attività di Lafert è esclusivamente orientata al settore civile e non presenta alcun collegamento con l'industria della difesa.
Le preoccupazioni di Confindustria Veneto Est sul "dual use"
La presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, ha espresso profonda preoccupazione, collegando le attuali problematiche alla classificazione delle forniture nell'ambito del dual use. Nel suo intervento, Carron ha dichiarato che “Con le restrizioni cinesi all'export di magneti e terre rare, legate al 'dual use', produrre motori elettrici in Italia rischia di diventare sempre più difficile”. Ha inoltre evidenziato come tali misure stiano colpendo in modo sproporzionato anche imprese e filiere civili che, pur non operando nel settore bellico, si trovano coinvolte dagli effetti delle restrizioni commerciali imposte dalla Cina.
Di fronte a questa situazione, Confindustria Veneto Est, in sinergia con Confindustria nazionale, ha prontamente avviato interlocuzioni con il governo italiano e con l'ambasciata d'Italia a Pechino.
L'obiettivo primario di queste iniziative è ottenere un riconoscimento ufficiale della natura esclusivamente civile dell'attività produttiva di Lafert. La presidente Carron ha inoltre riferito di un recente confronto con il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il quale ha assicurato il pieno impegno del governo e del suo dicastero per affrontare la questione direttamente con le autorità cinesi.
Il provvedimento di Pechino del 24 luglio 2026
Il provvedimento cinese, annunciato il 24 luglio 2026, ha comportato l'inserimento di 14 imprese europee nella lista di controllo delle esportazioni di Pechino. Le aziende interessate provengono da diversi Paesi dell'Unione Europea, tra cui Italia, Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Bulgaria e Lituania. A partire da quella data, queste realtà non possono più ricevere dalla Cina prodotti classificati come a duplice uso civile e militare. Il Ministero del Commercio cinese ha in