La direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), Kristalina Georgieva, ha richiamato l'attenzione dei governi sull'aumento del debito pubblico e dei costi di finanziamento. Il 7 ottobre 2026, ha sottolineato come le amministrazioni nazionali si trovino di fronte a "scelte politiche molto dure", necessarie per contenere la spesa e fronteggiare il rialzo dei rendimenti obbligazionari.

In questo contesto, la ricostituzione dello spazio di manovra fiscale è stata definita "urgente", dato che i costi di finanziamento hanno raggiunto i massimi da diversi decenni.

L'allarme giunge a seguito del crollo dei mercati obbligazionari globali. Georgieva ha collegato il rialzo dei prezzi dell'energia alla guerra in Iran, indicando che i costi di finanziamento a dieci anni per Stati Uniti, Germania e Giappone hanno toccato i livelli più alti in decenni e sono ancora in salita. La pressione sui bond si inserisce in un quadro di forti vendite sui mercati obbligazionari mondiali, aumenti dei tassi da parte delle principali banche centrali e un crescente fardello del debito pubblico in molte economie ricche.

Debito globale e impatto sui bilanci

Nel suo discorso a Singapore, in vista delle assemblee annuali del FMI e della Banca Mondiale a Bangkok, Georgieva ha approfondito il rapporto tra debito, disavanzi fiscali e costi di servizio. Ha evidenziato come i livelli globali di debito rispetto al PIL superino il 100%, e come i disavanzi eccessivi con alti costi di servizio del debito pesino sulla salute dell'economia globale. Di conseguenza, ha ribadito l'impellente necessità per i governi di intervenire sulla spesa pubblica e di ricostruire margini fiscali più robusti.

Il riferimento ai rendimenti obbligazionari concerne in particolare il finanziamento a dieci anni di Stati Uniti, Germania e Giappone.

L'aumento di tali rendimenti implica costi più elevati per rifinanziare o emettere debito pubblico, riducendo lo spazio disponibile nei bilanci nazionali. La direttrice Georgieva ha inoltre collegato le attuali tensioni sui mercati finanziari alla persistenza di conflitti, facendo riferimento alla guerra prolungata in Medio.