Un servizio straordinario di ordine e sicurezza pubblica è stato condotto nella serata del 7 ottobre 2026 in piazza Libertà a Trieste. L'operazione è stata attivata in risposta a numerose e pressanti segnalazioni pervenute da cittadini e residenti della zona, i quali lamentavano una crescente situazione di disagio sociale, problemi persistenti di sicurezza urbana e significative difficoltà nella piena fruizione degli spazi pubblici. La Questura di Trieste ha specificato che l'intervento si inserisce in un'attività più ampia e strutturata di prevenzione e controllo, già avviata da tempo nell'area del Porto Vecchio, un'area dove si è registrata la presenza di numerosi cittadini stranieri in condizioni di precarietà abitativa e di potenziale rischio per la loro incolumità e per l'ordine pubblico.
Nell'area del Porto Vecchio, il presidio di sicurezza ha avuto anche l'obiettivo primario di prevenire nuovi accessi e insediamenti irregolari. Nelle settimane precedenti l'intervento, in particolare in piazza Libertà, si erano verificati diversi episodi caratterizzati da condotte aggressive e violente. Tra le vittime di tali episodi figurano anche due giornalisti e una donna impegnata in un'associazione di volontariato, a testimonianza della gravità della situazione. Nella stessa zona, inoltre, erano stati segnalati con frequenza altri episodi di turbativa dell'ordine pubblico, attività di spaccio di stupefacenti e comportamenti palesemente contrari alla pubblica decenza, contribuendo a un clima di insicurezza diffusa.
Il dispositivo di sicurezza in piazza Libertà
In risposta al quadro delle criticità evidenziate e alle segnalazioni ricevute, nei confronti di alcune delle persone identificate sono stati adottati specifici provvedimenti amministrativi. Tra questi figurano i DACUR, acronimo di Divieto di Accesso alle Aree Urbane, misure volte a impedire la frequentazione di determinate zone. Uno di questi provvedimenti è stato accompagnato da un avviso orale aggravato, mentre per un'altra persona è stato disposto un foglio di via obbligatorio. Il dispositivo di controllo e prevenzione è stato significativamente rafforzato attraverso un servizio interforze che ha visto la partecipazione congiunta di diverse forze dell'ordine: la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e la Polizia locale.
Alle complesse attività di accertamento e verifica hanno preso parte anche operatori specializzati di ASUGI, militari del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) e due unità cinofile, il cui contributo è stato fondamentale per la ricerca di sostanze illecite. Gli accertamenti complessivi hanno interessato circa 70 persone che si trovavano presenti nella piazza al momento dell'intervento. Tra queste, alcune erano già destinatarie di un invito a presentarsi presso gli uffici della Questura di Trieste per ulteriori verifiche sulla loro posizione giuridica. Altre 15 persone, invece, risultavano in possesso di analoghi inviti emessi da Questure limitrofe. Durante l'operazione, due cittadini stranieri sono stati accompagnati direttamente in Questura per approfondimenti e verifiche sulla regolarità del loro soggiorno sul territorio nazionale.
Sequestro di stupefacenti
Durante il corso dell'operazione, un episodio ha portato al sequestro di sostanze illecite. Una persona è stata infatti trovata in possesso di 25 grammi di hashish. Secondo la ricostruzione dettagliata dell'intervento, alla vista del personale in borghese, che operava con il supporto di un'unità cinofila specializzata nella ricerca di stupefacenti, la persona in questione avrebbe tentato di disfarsi rapidamente della sostanza. Tuttavia, il tentativo è stato vanificato e la persona è stata immediatamente bloccata e accompagnata in Questura per tutti gli adempimenti successivi previsti dalla legge in questi casi.