A Borgorose, in provincia di Rieti, i lavoratori di Birra del Borgo hanno inscenato il 22 settembre 2026 un presidio di protesta davanti allo stabilimento di Piana di Spedino. La mobilitazione è stata organizzata per esprimere il dissenso contro la chiusura annunciata dalla multinazionale AB InBev. L'allestimento scenografico scelto per la manifestazione ha avuto un forte impatto simbolico: lapidi recanti i nomi delle birre prodotte, bottiglie vuote utilizzate come ceri e fiori rossi disposti su un prato sintetico, tutti elementi posizionati di fronte al sito produttivo.

La vertenza coinvolge direttamente 27 dipendenti, di cui 21 a tempo indeterminato, e rappresenta una questione cruciale per una realtà produttiva profondamente radicata nel territorio di Borgorose e nei comuni limitrofi, inclusa l'area della Marsica, dove molti dei lavoratori risiedono. La decisione di chiudere lo stabilimento era stata comunicata lo scorso giugno da AB InBev, proprietaria del marchio Birra del Borgo dal 2016. La protesta mira a tutelare non solo i posti di lavoro, ma anche a preservare il valore industriale dell'intero sito produttivo.

I dipendenti hanno manifestato viva preoccupazione per il futuro degli asset aziendali e delle attrezzature attualmente presenti nell'impianto.

La richiesta: preservare impianti e aprire alla cessione

Durante il presidio, i lavoratori hanno chiaramente espresso il loro obiettivo primario: impedire lo smantellamento dello stabilimento e mantenere viva la possibilità di una cessione a un altro soggetto industriale. La richiesta esplicita rivolta alla multinazionale è di lasciare intatti tutti gli impianti e i macchinari. Questa condizione è considerata fondamentale per non precludere la strada a un eventuale passaggio produttivo che possa garantire la continuità dell'attività. "Non sappiamo che fine faranno gli asset dello stabilimento e i macchinari", hanno ribadito i manifestanti, sottolineando l'incertezza che grava sul loro futuro e quello dell'azienda.

Le trattative precedentemente avviate con possibili acquirenti non hanno, finora, condotto a un accordo, secondo quanto emerso durante la manifestazione. Tra le diverse ipotesi considerate dai dipendenti per il futuro dell'attività, emerge anche quella di costituire una cooperativa per rilevare la gestione. Il punto focale della mobilitazione rimane, dunque, la continuità del sito produttivo: non si tratta solo di gestire la chiusura annunciata, ma di salvaguardare le condizioni materiali necessarie per un potenziale subentro industriale e la ripartenza della produzione.

Produzione ferma, scorte in esaurimento

Nel sito di Borgorose, la produzione di birra è ferma da oltre due mesi. Gli impianti sono inattivi e i magazzini si stanno progressivamente svuotando con l'uscita delle scorte di prodotto già realizzate. In questo scenario di incertezza, i 27 lavoratori attendono con ansia risposte concrete e prospettive chiare riguardo al loro futuro professionale e alla sorte dello stabilimento.