Le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e UglM Nazionali hanno giudicato eccessivamente elevato il numero di esuberi proposto da Electrolux. Nell'incontro a Roma dell'8 ottobre 2026, l'azienda ha illustrato la ripartizione per stabilimento, con modifiche al piano industriale considerate "assai limitate". Il totale si conferma a 1.250 posti, cui si aggiungono i contratti a termine non riconfermati e le uscite già avvenute.

Gli esuberi riguardano operai e impiegati. Tra gli operai: 50 a Solaro, 191 a Susegana, 166 a Porcia, 146 a Forlì, 77 a Cerreto d’Esi e 20 in R&D. Per gli impiegati: 246 tra Porcia e Pordenone, 26 a Solaro, 173 a Susegana, 87 a Forlì e 68 a Cerreto d’Esi. Per funzione, si contano 313 posizioni in prodotto e R&D, 152 nelle operation e 135 nello staff di supporto.

Le richieste sul piano industriale

I sindacati chiedono a Electrolux un miglioramento del piano industriale e una riduzione degli esuberi. Sollecitano il mantenimento dell'intera produzione di lavasciuga a Porcia.

Contestano, inoltre, l'ipotesi aziendale di aumenti di efficienza del 7% annuo, ritenuti eccessivi dalle sigle nazionali.

Sulle uscite, Fim, Fiom, Uilm e UglM chiedono che la volontarietà sia effettiva, senza soppressione di intere funzioni e con l'utilizzo a rotazione degli ammortizzatori sociali. La richiesta mira a evitare forzature per lavoratori con ridotte capacità e "colletti bianchi".

Contratti di espansione e Cerreto d’Esi

Le organizzazioni sindacali sollecitano il Governo a rifinanziare i contratti di espansione e chiedono a Electrolux di adottarli. Questa misura è cruciale per favorire l'accesso alla pensione per chi ne ha i requisiti e il ricambio generazionale con nuove assunzioni.

Tale punto è una condizione per proseguire il confronto nazionale.

Per lo stabilimento di Cerreto d’Esi, la richiesta è di mantenere la produzione attuale fino a soluzioni alternative. L'azienda si è detta disponibile a recepire l'istanza di continuità produttiva. Nelle prossime due settimane, sono previste assemblee in tutti i luoghi di lavoro per la ripresa del negoziato nazionale.