Ieri è andata in onda la prima delle quattro puntate della miniserie "Dov'è Mario?" che ha segnato l'atteso ritorno di Corrado Guzzanti sul piccolo schermo, tre anni dopo "Aniene 2". Lavoro diverso dai precedenti e innovativo (almeno in Italia) perché esce dallo schema del programma contenitore di sketch per arrivare a produrre una fiction che si dipanerà in quattro puntate.
Nelle sue interviste lo stesso Guzzanti ha evidenziato come in Italia, dove finalmente si è iniziato a produrre fiction di buon livello in altri generi (come "Gomorra") questo tipo di produzioni siano ancora assenti, auspicando di essere così un'apripista per future esperienze. Si è divertito molto nel costruire un personaggio ed una storia che si dipana in diverse puntate e nella prima puntata ha fatto divertire molto anche il pubblico.
Dov'è Mario? Ah, saperlo
La storia è la più classica del tema del doppio: Dottor Jekill e Mister Hyde. Un intellettuale salottiero di sinistra, molto presente nei talk-show televisivi, snob ed auto compiaciuto del suo senso di superiorità, Mario Bambea, rimane in coma dopo un incidente stradale; si risveglierà con una personalità sdoppiata: di giorno, sotto l'effetto dei farmaci, continuerà ad essere il vecchio intellettuale di sinistra "radical-chic" di notte si trasformerà in un comico da cabaret, l'esilarante Bizio Capoccetti.
Viene seguito da una poeta-infermiera rumena dall'aspetto un po' inquietante, Dragomira, evidente citazione di "Misery non deve morire", e si esibisce in un piccolo locale un po' d'altri tempi, un po' da avanspettacolo, il cui pubblico ci ricorda quello della famosa scena del gatto morto di "Roma" di Fellini.
Tutto semplice se non fosse che non sappiamo esattamente chi dei due è Dottor Jekill e chi Mister Hyde. Apparentemente la personalità segreta e cattiva di Mister Hyde corrisponde a Bizio Capoccetti, che compare nella vita di Mario dopo l'incidente e si materializza solo di notte. Ma mentre il mondo di Bizio, rappresentante di una comicità "di serie B" dalla battuta facile, è un mondo sguaiato ma vero, quello di Mario è il mondo algido, ipocrita e ideologico di una certa intellettualità di altri tempi, che si autorappresenta nella finta erre moscia.
Guzzanti non tratta al pari i due personaggi: Mario è la parodia di un certo tipo di intellettuale di sinistra, mentre Bizio è un comico vero: le sue battute, anche se banali, per tempi e recitazione fanno ridere davvero, tanto che è subito diventato lui, e non Mario, il personaggio virale della serie. Non potrebbe essere altrimenti, perché un atteggiamento snob nei confronti di Bizio avrebbe compromesso la credibilità della satira dello snobbismo intellettuale di Mario.
Il risultato finale è un Dott. Jekill maschera e un Mister Hide uomo, un umano mostruoso ed un mostro simpatico. Ora che vi siete letti una recensione un po' intellettuale alla "Mario", andate su youtube e godetevi le battute di Bizio.