Il piano di Allegri funziona per quasi tutta la partita. Il Napoli si compatta davanti a Meret, concede il possesso all'Arsenal e prova a sfruttare gli spazi in contropiede. La resistenza degli azzurri, però, si spezza nel finale, quando Odegaard trova la conclusione che vale la vittoria inglese nel primo match del girone di Champions.
Arsenal padrone del gioco, Napoli compatto
Sono i padroni di casa a dettare i tempi della partita.
L'Arsenal gestisce il pallone con continuità e costringe il Napoli a una gara quasi interamente di contenimento. Gli azzurri difendono con tutti gli effettivi, con i centrocampisti impegnati ad aiutare una retroguardia costantemente schierata a protezione della porta.
In questo sistema Lobotka assume un ruolo particolarmente importante, agendo quasi da difensore aggiunto.
La squadra di Arteta, pur controllando il gioco, fatica però a trasformare il possesso in occasioni davvero nitide. Gli inglesi costruiscono con pazienza e cercano spesso la giocata che possa portarli direttamente davanti al portiere, finendo per rendere il proprio gioco d'attacco un po' lezioso.
Il Napoli, invece, segue fedelmente le indicazioni di Allegri. L'idea è aspettare l'avversario nella propria metà campo e poi accelerare appena recuperato il pallone, affidandosi alla velocità di Alisson e Hajlund e ai lanci di De Bruyne.
Meret tiene in piedi gli azzurri
Nonostante il predominio territoriale, l'Arsenal riesce comunque a creare tre situazioni pericolose nel primo tempo. In due occasioni è Meret a negare il gol agli inglesi: prima respinge una conclusione di testa ravvicinata di Merino, poi interviene su un tiro improvviso di Hincapiè.
L'opportunità più importante capita però a Saka. L'attaccante si ritrova a tu per tu con il portiere del Napoli, ma la sua conclusione termina alta sopra la traversa.
Gli azzurri producono molto meno nella metà campo offensiva. De Bruyne prova a sorprendere Raya dalla distanza, mentre Politano tenta due volte la conclusione. In entrambi i casi, però, il portiere dell'Arsenal riesce a neutralizzare le iniziative.
La pressione aumenta nella ripresa
Dopo l'intervallo l'Arsenal alza ulteriormente il ritmo e porta il Napoli sempre più vicino alla propria area. Allegri corre ai ripari inserendo il debuttante Favasuli al posto di Politano e modificando l'assetto difensivo con una linea a cinque.
Anche la strategia sulle ripartenze cambia. Meret è costretto a lasciare il campo per un infortunio e al suo posto entra Milinkovic-Savic. Il Napoli prova allora a sfruttare soprattutto la capacità del nuovo portiere di cercare direttamente la metà campo avversaria con i suoi lanci lunghi.
L'Arsenal insiste soprattutto sulle fasce, cercando da lì il passaggio decisivo per entrare in area. La difesa azzurra, tuttavia, regge. Dopo l'incursione di Hincapiè, terminata con un tiro alto al 4', per circa mezz'ora il Napoli riesce a contenere senza particolari affanni le iniziative dei padroni di casa.
Poi arriva la svolta.
Odegaard rompe l'equilibrio
Al 30' l'Arsenal trova finalmente il varco. L'azione nasce sulla destra e si sviluppa attraverso una serie di passaggi corti. La manovra porta Tzolis a servire Odegaard, che conclude verso la porta.
Il tiro supera Milinkovic-Savic dopo aver colpito la parte interna del palo. Il Napoli, dopo aver resistito per gran parte dell'incontro, è costretto a inseguire.
Allegri prova immediatamente a cambiare l'inerzia della partita mandando in campo Neres e Lucca. Gli azzurri aumentano il coraggio e negli ultimi minuti cercano con maggiore insistenza la rete del pareggio.
L'occasione migliore capita a De Bruyne, che potrebbe tentare la conclusione a rete. Il belga sceglie invece di servire il pallone al centro, ma nessun compagno riesce a raccogliere il suo passaggio.
Il Napoli prova fino alla fine a riaprire la partita, ma gli ultimi assalti non producono il risultato sperato. L'Arsenal conserva il vantaggio e conquista la vittoria, mentre per la squadra di Allegri arriva il primo stop europeo.