TORINO, 16 settembre 2026, 15:43. Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha risposto alle domande sulle pressioni cresciute attorno alla squadra dopo un rendimento considerato al di sotto delle aspettative. Alla vigilia del debutto in Europa League contro il Nec, l’allenatore ha scelto di affrontare il tema senza cercare attenuanti, legando il peso del risultato alla capacità di conviverci e di trasformarlo in una parte naturale del lavoro.
Spalletti sulla pressione
Il passaggio centrale del suo intervento è arrivato quando gli è stato chiesto quanto possano incidere le tensioni degli ultimi giorni.
Spalletti ha risposto con un riferimento personale, riportando il discorso oltre il perimetro del calcio: "Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere: io l'ho imparata dopo pochi anni perché dovevo portare a casa roba, la pressione addosso ce l'avevo a 10 anni per guadagnare qualcosa per la famiglia". Una frase che chiarisce il senso della sua posizione: non negare la pressione, ma riconoscerla e gestirla.
Il tecnico ha collegato quel ricordo d’infanzia alla sua esperienza attuale alla guida della Juventus. Il messaggio è che l’esposizione pubblica, soprattutto in un club abituato a misurarsi con obiettivi alti, non può essere eliminata. Può però essere accettata come parte del mestiere.
Spalletti ha così spostato l’attenzione dal rumore esterno alla responsabilità interna, sottolineando che le critiche successive a una sconfitta non devono diventare un elemento capace di condizionare il lavoro quotidiano.
Critiche e controllo esterno
Nel suo ragionamento, l’allenatore bianconero ha aggiunto un secondo concetto, legato al controllo di ciò che accade fuori dal campo: "Figuratevi se mi turba adesso che ho messo tante cose a posto, soprattutto nella mia professione - prosegue alla vigilia del debutto in Europa League contro il Nec - e quello che esce dopo una sconfitta, non posso controllarlo. Per questo non mi interessa". La frase sintetizza il suo approccio: non farsi trascinare dai giudizi esterni e concentrarsi su ciò che dipende direttamente dalla squadra e dallo staff.
La vigilia europea diventa, quindi, anche un momento di gestione emotiva. Spalletti non ha negato le difficoltà, ma ha ribadito l'importanza di rimanere saldi e concentrati sul lavoro.