Continuano a piovere missili aerei sulla striscia di Gaza. L'attacco israeliano, chiamato "barriera protettiva", in tre giorni ha già ucciso 88 persone e causato quasi 600 feriti, di cui la metà sono donne e bambini. La città di Khan Yunis, situata al sud del territorio palestinese, al momento risulta la più colpita: 21 vittime dei raid, tra i quali anche 5 bambini. Anche le altre città sono sotto assedio, e fare un elenco di tutti i morti ed i feriti risulta impossibile, in una escalation di violenza che si sta verificando, ora dopo ora, lungo i territori controllati da Hamas.
Le Nazioni Unite sono intervenute chiedendo una tregua, ma da parte israeliana non c'è alcuna intenzione di fermarsi, come annunciato anche dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Nel corso della giornata, è sceso in campo anche il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il quale ha telefonato al premier israeliano esprimendo il suo disappunto per gli attacchi portati verso la striscia di Gaza, e dichiarandosi disponibile ad un intervento di mediazione al fine di evitare che dai raid aerei si possa passare ad una guerra di maggiori proporzioni.
Gli Stati Uniti vorrebbero rispolverare l'accordo di cessate il fuoco del novembre del 2012, quando ci fu l'ultimo attacco verso Hamas.
La striscia di Gaza, in questi giorni di continui bombardamenti, vive una situazione a dir poco tragica. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 750 obiettivi legati strettamente ad Hamas, come la casa di un comandante che rapì Gilad Shalit, soldato israeliano. Sono stati chiamati circa 20 mila riservisti per prepararsi ad un attacco terrestre che potrebbe anche avvenire fa due o tre giorni. Da Gaza hanno risposto ai bombardamenti con lanci di razzi verso il territorio d'Israele, destinati alle località in cui ci sono le centrali nucleari. Soprattutto la città di Dimona, nei pressi della quale c'è una centrale atomica, è stata presa di mira e poi la base aerea di Ramon. I palestinesi, in meno di 3 giorni, hanno già lanciato 365 razzi: una media impressionante di uno ogni dieci minuti.