È stata ritrovata tra i relitti dei velivoli la scatola nera di uno dei Tornato che sono precipitati a seguito di uno scontro in volo martedì nelle colline di Ascoli Piceno. Lo annuncia un ufficiale dei carabinieri, fuori dal Tribunale di Ascoli, dopo un vertice in Procura. Lo stesso carabiniere informa del ritrovamento di altri resti umani rinvenuti nella zona di Tronzano, che potrebbero essere del terzo militare ancora disperso.

Ieri pomeriggio sembrava si fossero trovati i resti di un terzo militare, ma nelle ore successive la notizia non è stata confermata.

La zona oggetto delle ricerche è particolarmente estesa ed impervia, per questo le indagini stanno proseguendo ma con un certa difficoltà. Si tratta di un'area di circa 60 ettari, prevalentemente boschiva ed è stato necessario anche l'intervento dei Vigili dei Fuoco che hanno dovuto lavorare sodo allo spegnimento dell'incendio provocato dallo schianto stesso dei due velivoli. Gli ultimi focolai sono stati spenti nella giornata di ieri, cosa che favorirà le operazioni di ricerca e scandagliamento del territorio anche dall'alto.

Di fatti, sono al lavoro anche aerei dell'aeronautica Militare dotati di visori notturni che stanno sorvolando le colline circostanti. La squadra al lavoro nelle ricerche si compone di oltre 150 uomini, tra vigili del fuoco, protezione civile, forestale, guardia di finanza, soccorso alpino, polizia e carabinieri.

Proprio ieri le ricerche hanno portato i primi risultati, con il ritrovamento di due vittime, nella zona tra Poggio Anzu, Casamurana e Tronzano. Ancora non è stato possibile identificare i cadaveri rinvenuti carbonizzati e dilaniati per il violento impatto, o per lo meno non sono ancora stati resi noti dalle autorità. Gli aviatori, esperti e con molte ore di volo sui Tornado, sono: Mariangela Valentini, Paolo Piero Franzese, Giuseppe Palmintieri e Alessandro Dotto.

La Procura di Ascoli Piceno ha già disposto gli esami del Dna sui resti dei cadaveri rinvenuti fino ad ora e, contestualmente alla Procura militare di Verona, ha avviato un'inchiesta per reato di disastro aereo colposo. Verranno acquisite le informazioni relative ai tracciati radar e i piani di volo dei due caccia. L'ipotesi prevalente in questo momento è quella dell'errore umano, secondo quanto trapelato da una fonte investigativa a seguito di un vertice con il coordinatore delle indagini, il pm Umberto Monti.