Garantire una maggiore flessibilità in uscita a tutti quei lavoratori che sono ormai vicini alla pensione. È questo uno dei principali obiettivi del Governo Renzi che ancora una volta non riesce a soddisfare le aspettative di migliaia e migliaia di cittadini italiani rimasti "vittime" della precedente Riforma dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero. Infatti, come ha fatto intendere il ministro Poletti, l'esecutivo deve andare avanti con la riforma del mercato del lavoro che rappresenta la maggiore priorità.

Poi, si penserà alla riforma del sistema pensionistico. La Legge Fornero ha mutato radicalmente il sistema previdenziale italiano e numerose categorie sono rimaste "colpite". Ad esempio, i cosiddetti esodati, ovvero quella categoria di lavoratori che hanno perso il lavoro e che sono rimasti privi di copertura previdenziale.

Anche gli appartenenti al comparto scuola (i Quota 96), hanno dovuto fare i conti con le norme contenute nella Riforma sulle pensioni dell'ex ministro Fornero, la quale non avendo tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico ha allungato ulteriormente l'età pensionabile per la suddetta categoria.

Le proposte giunte allo studio del Governo sono tante e restano ancora in attesa di un'accurata valutazione: il meccanismo di Quota 100 proposto dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Damiano; la cosiddetta staffetta generazionale con lo scopo di favorire l'occupazione tra i giovani; il prestito pensionistico consistente in un anticipo della pensione percepito mensilmente da restituire nel momento in cui viene corrisposto l'assegno pieno. Ad intervenire sul problema, è l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: "va bene approfondire, ma serve da subito un lavoro serio e veloce senza imbarcarci in complessivi ridisegni ideologici", ha detto. Secondo lo stesso Sacconi, infatti, data l'urgenza, il Governo deve provvedere immediatamente a riformare il sistema pensionistico così da poter garantire una maggiore flessibilità in uscita.