Potrebbero presto giungere importanti novità in tema di pensioni lavoratori precoci e previdenza: intervento presso le Aule di Palazzo Chigi, il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha tracciato la via che imboccherà il governo Renzi, una sorta di 'roadmap' precisa e dettagliata circa gli interventi che verranno attuati a breve lato previdenza. Dapprima si chiuderà il capitolo connesso al Jobs Act con l'approvazione dei relativi decreti attuativi, poi si procederà con la riforma dell'INPS e infine si lavorerà sull'istituto della pensione anticipata, uno degli interventi più importanti in ottica pensioni lavoratori precoci.

I requisiti di accesso previsti per questo 2015 sono ormai noti: per accedere al pensionamento anticipato agli uomini servono 42 anni e 6 mesi di contributi e alle donne 41 anni e 6 mesi, ma a partire dal 2016 si assisterà ad un incremento di 4 mesi complessivi (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne). In assenza di correttivi, il meccanismo di inasprimento dei requisiti di accesso proseguirà negli anni per via del combinato disposto della Legge Fornero, quella stessa riforma sulla quale il ministro Poletti ha annunciato celeri interventi di rettifica.

Pensioni lavoratori precoci, requisiti 2015 e programma 2016: riforma dopo il Jobs Act - Sarà la volta buona?

Come accennato in apertura, parlando di pensioni lavoratori precoci e previdenza non si può ignorare il tenore delle dichiarazioni rilasciate dal ministro Poletti: 'La priorità resta il mercato del lavoro in entrata' ha esordito il responsabile del Welfare, 'dopo attueremo la riforma della governance dell'INPS e infine faremo una riflessione sulla Legge Fornero pensando alle opportune modifiche'. Appare dunque confermato quel trend per il quale il 'no' espresso dalla Consulta nei riguardi del referendum abrogativo contro la stessa Legge Fornero abbia contribuito ad 'aprire gli occhi' all'esecutivo, ormai pienamente conscio (almeno a parole) dell'assoluta necessità di intervento. La manovra maggiormente auspicabile in ottica pensioni lavoratori precoci rimane quella paventata dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, che vorrebbe una riforma del prepensionamento in grado di concedere a tutti un'uscita fissata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica di riferimento. L'ipotesi è contenuta in un ddl depositato alla Camera ormai diversi mesi fa, ma sin qui non è mai stata valutata per motivi di ordine economico: la situazione però potrebbero presto cambiare, complice da una parte la manovra da 4 miliardi di euro l'anno annunciata da Boeri e dall'altra il 'credito' concesso all'Italia dall'UE, che ha invitato il nostro paese a perseguire il proprio progetto di riforma senza però eccedere con la spesa complessiva. L'auspicio a questo punto è che alle parole l'Esecutivo faccia seguire i fatti: se da una parte è vero che nessun membro del governo Renzi si era mai esposto tanto lato riforma della previdenza, dall'altra bisogna comunque ricordare che l'Esecutivo non è nuovo a promesse non mantenute. Seguiremo tutti gli sviluppi, se desiderate rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto 'Segui' poco sopra il titolo del pezzo.