La ricerca scientifica in campo odontoiatrico sta facendo passi da gigante e potrebbe, nel giro di qualche anno, rivoluzionare completamente il modo di curare le patologie più comuni dei nostri denti, come la carie, la pulpite e la parodontite. Patologie che affliggono ancora oggi tante persone nei paesi più industrializzati.

D'altronde non è un mistero che uno dei maggiori problemi delle società sviluppate siano proprie le patologie a carico dei nostri denti, a causa di una alimentazione meno naturale rispetto a quella di altri paesi o di una volta.

Negli ultimi cento anni la salute dei nostri denti è andata progressivamente peggiorando, nonostante le campagne di prevenzione e una maggiore consapevolezza nella popolazione dell'importanza di curare l'igiene orale. Neanche lo sviluppo delle moderne tecnologie applicate in campo odontoiatrico hanno finora permesso di debellare la diffusione di tali patologie che arrivano a colpire non solo la popolazione adulta e anziana, ma anche i giovanissimi.

Si stima che solo negli Stati uniti il 90% della popolazione abbia problemi dentali.

La notizia è che la soluzione di queste patologie - che non sono solo un problema di carattere medico, ma anche economico, viste le risorse che vengono destinate dalle famiglie per la cura dei nostri denti - potrebbe insperatamente arrivare proprio dalle cellule staminali.

La ricerca in questo settore è in realtà già in fase molto avanzata, visto che sono stati condotti con successo diversi esperimenti su animali, con il reimpianto di denti prodotti in laboratorio da cellule staminali. Con le stesse cellule, ricavate dagli stessi denti del paziente, si potrà rigenerare anche il tessuto osseo che permette di ancorare i denti alla mascella, risolvendo una serie di patologie, nonché curare i denti danneggiati dalla carie o affetti da pulpite.

Insomma, grazie a tali progressi scientifici, potremmo dire addio non solo ad impianti, protesi e quant'altro, ma anche alla stessa figura del dentista per come l'abbiamo conosciuto finora. L'unico dubbio è che tale scoperta non faccia la fine del vaccino contro la carie che, annunciato qualche decennio fa come un evento che avrebbe rivoluzionato l'odontoiatria, in realtà sembrerebbe, misteriosamente, non aver mai superato quella fase di sperimentazione, visto che nessuno ne ha più parlato.

Diverse le pubblicazioni scientifiche, alcune riportate anche su internet, che documentano i progressi compiuti in questo settore della medicina. Secondo autorevoli fonti, i test sugli esseri umani sull'uso delle cellule staminali nel campo dell'odontoiatria potrebbero iniziare tra circa due anni, mentre per l'applicazione pratica di tali tecnologie, che non dovrebbero costare più di quanto costi oggi la realizzazione di un impianto, bisognerà aspettare dai 5 ai 10 anni.