La seconda tappa del Giro d’Italia 2026 di ciclismo, disputata sabato 9 maggio, ha registrato un momento drammatico a causa di una caduta di massa che ha coinvolto cinque corridori dell’UAE Team Emirates – XRG. L’incidente, avvenuto poco prima della salita di Veliko Tarnovo, ha causato il ritiro di Soler, Vine e Yates, ma anche di corridori di altri team, come Vendrame e Holter. Tuttavia, non si tratta di un episodio casuale, secondo alcune voci autorevoli: Geraint Thomas, Head of racing della Netcompany INEOS, e Luke Rowe, DS della Decathlon CMA CGM, hanno puntato il dito contro la scelta degli pneumatici adottata dall’UAE, ritenuta la probabile causa principale della caduta.

Rowe: 'La UAE è l'unica squadra che usa sempre pneumatici da cronometro'

L’incidente si è verificato in una curva molto ampia, in discesa, caratterizzata da asfalto bagnato, con i corridori impegnati ad alta velocità nel tratto che precedeva la salita principale di giornata. Marc Soler è stato il primo a cadere, trascinando con sé diversi compagni di squadra dell’UAE e circa una ventina di altri atleti. La dinamica è stata aggravata dalla mancanza di aderenza degli pneumatici utilizzati, poiché il team emiratino aveva montato dei modelli specifici per le cronometro noti per la loro leggerezza e bassa resistenza al rotolamento, ma meno performanti sul bagnato.

Nel podcast Watts Occurring, Thomas e Rowe hanno spiegato come questa scelta sia diventata una consuetudine per l’UAE, che usa regolarmente questi pneumatici anche nelle gare su strada e quasi in tutte le condizioni, anziché limitarsi alle cronometro.

“UAE montava pneumatici da cronometro. Sappiamo tutti che sono più veloci. Li usano sempre”, ha dichiarato Rowe. “Sono l’unico team che li utilizza praticamente in qualsiasi circostanza. Ma hanno meno grip. E il primo a cadere è stato un uomo della UAE. Ha perso entrambe le ruote.”

Geraint Thomas ha espresso sorpresa e critica riguardo alla decisione di correre con pneumatici da cronometro in condizioni di pioggia e strade insidiose: “La pioggia è stata una sorpresa? Eravate già sul posto? Era prevista? Non capisco quella decisione. Davvero. Una giornata di pioggia e pneumatici da cronometro, sembra una scelta strana. E ripeto, è dura dirlo, perché metà della squadra è finita a terra.”

'Anche per noi sono diventati la norma, ma non sul bagnato'

Le previsioni meteo avevano indicato la possibilità di pioggia durante la tappa, mettendo così in evidenza il rischio connesso all’uso di gomme meno aderenti.

La scelta degli pneumatici rappresenta un tema spesso trascurato nelle analisi post-gara, ma che può influenzare in modo decisivo l’andamento delle competizioni su strada, specialmente in presenza di condizioni atmosferiche avverse. Come ha spiegato Geraint Thomas, “è stato un argomento di discussione anche nella nostra squadra. Abbiamo iniziato a usare pneumatici da cronometro, poi li abbiamo usati sempre di più e, prima che ce ne accorgessimo, sono diventati la norma.”

Tuttavia, Thomas ha spiegato che le giornate piovose costituiscono un’eccezione in cui è preferibile optare per pneumatici più generici e sicuri. In particolare, il percorso in Bulgaria ha rappresentato una sfida aggiuntiva. “È sicuramente un aspetto da considerare, soprattutto in Bulgaria, dove non si sa esattamente come siano le strade”, ha aggiunto Rowe.

Le critiche di Thomas e Rowe mettono quindi in evidenza come la combinazione tra meteorologia, tipo di asfalto e selezione delle gomme possa giocare un ruolo cruciale non solo nelle prestazioni ma anche nella sicurezza dei corridori.