E rinnovo fu. Dopo un'intera estate di speculazioni e desideri inespressi lunga tre mesi, il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, ha finalmente rinnovato il contratto che lo legherà alla società partenopea fino al 2021. L'annuncio nella giornata di ieri su Twitter del presidente Aurelio De Laurentiis ha congelato le ambizioni dei grandi club europei (in primis il Chelsea di Conte) che speravano in una frattura (forse presente) tra koulibaly e la società azzurra, ma non ha messo a tacere del tutto le discussioni circa il suo futuro.
Clausola? "Non posso entrare nei dettagli del contratto, il mio assistito deve esser sereno. La società è felice, ha dimostrato di tenere a lui e che è un elemento importante per questo Napoli".
L'ag. di Koulibaly, Bruno Santin, intervenuto ieri a Radio Crc nel corso della trasmissione "Si Gonfia La Rete", ha sottolineato l'importanza del rinnovo e la soddisfazione di essere arrivati ad un accordo, ma guai a parlare di clausola ("Non posso entrare nei dettagli del contratto"). I tifosi tuttavia temono che il rinnovo sia un presupposto alla partenza di Koulibaly, magari proprio con l'inserimento di una clausola rescissoria che ne faciliterebbe la cessione nel prossimo futuro.
Aldilà dello spauracchio clausola, è chiaro che la scadenza fissata al 2021 non scoraggerà di certo le grandi d'Europa, specie se Koulibaly dovesse ripetere le grandi prestazioni della passata stagione. Ed è altrettanto chiaro che, qualora dovesse essere presente, la clausola varrà solo per l'estero ed avrà un costo sufficientemente alto da giustificare ampiamente la cessione del pilastro partenopeo.
Pace fatta?
Quello che conta adesso è che i tifosi del Napoli possano riavvicinarsi con affetto al difensore senegalase che ha più volte manifestato in estate il suo desiderio di andar via. "Ho l'impressione che andrò via, il rinnovo è ad un punto morto e ho tante offerte in giro per l'Europa" così diceva Koulibaly all'Equipe il 9 giugno scorso, dando inizio ad un caso che rischiava, insieme alla dolorosa cessione di Higuain, di affossare le ambizioni dell'ambiente napoletano già prima dell'inizio del campionato. Aurelio De Laurentis però ci ha ancora una volta ricordato che anzitutto le partite si giocano sul campo, e che inoltre il mercato, oltre che con i soldi e i bilanci, si fa con la testa.