Le fiamme che dal 12 agosto avevano interessato il Monte Morrone sono state ufficialmente dichiarate spente. L'assenza di pennacchi o fumaioli visibili, confermata anche tramite l'uso di droni, ha portato i dirigenti dei vigili del fuoco e della protezione civile a decidere per l'avvio della chiusura del campo base. Nonostante questa importante svolta, un presidio con mezzi terrestri rimarrà attivo per proseguire le operazioni di bonifica dell'area.
L'incendio sul Monte Morrone aveva destato particolare preoccupazione per la sua vicinanza ai centri abitati di Roccacasale e Corfinio, entrambi in provincia dell’Aquila, e Popoli Terme, situato nella provincia di Pescara. Lo spegnimento è stato significativamente agevolato dall'impiego di un potente mezzo tagliafuoco dell’Esercito. Questo veicolo, gestito dal 9° Reggimento Alpini dell’Aquila, ha permesso l'apertura di cruciali strade tagliafuoco, fondamentali per facilitare le operazioni da terra. Altrettanto decisivo è stato l'utilizzo di droni di ultima generazione, strumenti tecnologici che hanno consentito di individuare con precisione le fiamme anche nelle zone più impervie e di guidare efficacemente i canadair negli interventi aerei.
Vigilanza e rientro dell'emergenza
Nonostante la cessazione dell’emergenza, gli operatori sul campo mantengono un'alta soglia di attenzione. La vigilanza è particolarmente elevata a causa delle persistenti alte temperature e del potenziale rischio rappresentato dal vento pomeridiano, fattori che potrebbero riaccendere focolai latenti. La protezione civile regionale ha ufficialmente confermato che, al momento, non risultano fronti aperti in Abruzzo, dichiarando che l'emergenza può considerarsi definitivamente rientrata. Tuttavia, la presenza costante di personale e mezzi a terra è garanzia di sicurezza e continuità nelle attività di controllo e bonifica.
La dichiarazione ufficiale di conclusione dell'emergenza sul Monte Morrone ha dato il via alle procedure per la chiusura del campo base, una struttura allestita per coordinare le complesse operazioni di spegnimento.
Anche in questa fase finale, il monitoraggio effettuato tramite droni ha fornito una conferma inequivocabile dell’assenza di focolai attivi. È importante sottolineare che la chiusura del campo base non segna la fine di tutte le attività. Un presidio costante con mezzi a terra rimarrà infatti pienamente operativo. Il suo compito sarà quello di garantire la completa bonifica dell'area interessata dall'incendio e di assicurare la sicurezza del territorio, prevenendo qualsiasi possibile riaccensione.