Era uscita nel cuore della notte per portare a passeggio il cane, quando è stata aggredita e violentata da un uomo. Questo, in sintesi, il racconto che una giovane donna avrebbe fatto a polizia e carabinieri dopo essere rimasta vittima di uno stupro a Rovereto, in provincia di Trento. Secondo quanto riportato dalla ragazza, intorno alle due di notte, mentre era con il cane nei pressi del centro della cittadina trentina, è stata raggiunta e violentata da un uomo di colore.
Ecco perché gli inquirenti hanno deciso di sottoporre al test del Dna circa 70 immigrati che si trovano nella struttura di accoglienza presente proprio nel comune di Rovereto. La decisione è stata comunicata, in via ufficiale, dal presidente della Provincia autonoma di Trento, che nel comunicato ha anche espresso "vicinanza e solidarietà alla vittima", confidando nelle capacità delle forze dell'ordine di riuscire a scoprire al più presto il responsabile di questo terribile crimine commesso ai danni di una ragazza indifesa.
Nel corso della mattinata, il questore di Trento e il comandante dei carabinieri, si sono recati presso la sede della protezione civile dove vengono ospitati gli immigrati, e successivamente hanno convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica al Commissariato del Governo di Trento.
A questa riunione ha preso parte anche il presidente della Regione Trentino Alto Adige, Ugo Rossi, il quale ha diramato un comunicato nel quale chiama in causa Governo e Parlamento, affinché intervengano in maniera risoluta per garantire un maggiore controllo su ciò che avviene all'interno dei campi profughi, sempre nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone. Il presidente Rossi ha sottolineato che è necessario garantire la tutela dei cittadini da crimini e atti di violenza come quello capitato ad una giovane donna, stuprata nei pressi del centro di una città di provincia, mentre era tranquillamente a passeggio con il suo cane. Un episodio, questo, che ha suscitato scalpore nella comunità trentina, e non solo.