Un bimbo di appena 22 mesi, Cooper, è morto perché rimasto chiuso in auto, sotto il sole, per sette lunghissime ore. Il padre, Justin Ross Harris, è stato arrestato e sottoposto a processo, ma proprio durante il procedimento giudiziario, in base alle prove e alle testimonianze raccolte dagli avvocati dell'accusa, è emerso che potrebbe non trattarsi di un tragico incidente ma di un vero e proprio omicidio.
E un giudice ha spiegato che in Georgia, Stati Uniti, per questi reati è prevista anche la pena di morte.
Secondo l'accusa, Harris è un uomo frustrato e un marito infedele che sognava una vita senza figli. Dalle indagini svolte sul conto del 33enne imputato, è venuto fuori che, durante l'orario di lavoro, mentre il figlio si trovava agonizzante rinchiuso in auto, lui mandava numerosi messaggini ad alto contenuto erotico a sei donne diverse. Gli investigatori hanno anche riportato di aver scoperto che l'uomo, qualche giorno prima dell'incidente che ha ucciso il figlioletto, avrebbe visitato una pagina internet chiamata "child free" - senza figli - e si sarebbe anche informato su come vivere senza troppi traumi all'interno di una prigione.
Ma le prove che gettano un'ombra raccapricciante sulla morte del piccolo Cooper non sono ancora finite. Sia Harris che la moglie, infatti, sempre navigando in rete, avrebbero raccolto informazioni sul tempo necessario affinché una vettura raggiunga una determinata temperatura per uccidere un bambino.
Gli amici del 33enne padre statunitense non credono alle gravi accuse scaturite dal processo e raccontano che Harris è sempre stato un padre premuroso e orgoglioso del figlio, tanto da portarlo sempre con sé e mostrarlo a tutti gli amici e conoscenti. Sul papà di Cooper, ora, pendono le accuse di omicidio e crudeltà verso i minori, e se dovesse essere riconosciuto colpevole, non è da escludere che per lui possano aprirsi le porte del braccio della morte.
L'uomo, durante l'ultima udienza del processo è rimasto imperterrito fino alla fine, quando poi è crollato e ha iniziato a piangere a dirotto, affermando di non aver ucciso il figlio, e ripetendo più volte che si è trattato di una dimenticanza e di un tragico incidente.