I tipi di disservizio per i quali si può reclamare e ottenere un risarcimento dei danni sono stati fissati dall'Authority con molta chiarezza. Smettere di pagare la bolletta non conviene, perché l'operatore telefonico sospenderà il servizio e avremo un problema in più.
Cosa fare in caso di disservizio telefonico
La prima cosa da fare quando si inciampa in un disservizio è quella di segnalarlo alla compagnia telefonica per scritto tramite una raccomandata A.R., un e-mail o un fax. L'azienda è obbligata a rispondere entro 45 giorni; nel caso in cui il problema si risolvesse prima, è buona norma comunicarlo con una telefonata o un e-mail. Se problema dovesse continuare o la risposta dell'operatore non fosse soddisfacente, il secondo passo è quello di fare un tentativo di conciliazione attraverso il Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom). Nel sito del Corecom c'è l'elenco di tutti gli uffici regionali preposti e la modulistica da scaricare e compilare per presentare l'istanza. Se nella nostra regione non ci fosse una sede Corecom, bisogna contattare la propria camera di commercio oppure l'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).
Risarcimento a cui abbiamo diritto a seconda del disservizio riscontrato
- Ritardo o mancanza della risposta ai reclami: € 1,00 al giorno.
- Mancanza o ritardo nell'attivazione del servizio: € 7,50 ogni giorno di ritardo.
- Malfunzionamento: € 2,50 per ogni giorno di interruzione del servizio telefonico, € 5,00 al giorno per la completa assenza del servizio telefonico.
- Sospensione del servizio: € 7,50 ogni giorno di interruzione.
- Ritardo sulla portabilità del numero: € 2,50 al giorno per i telefoni cellulari, € 5,00 al giorno per i telefoni fissi.
- Attivazione di profili tariffari non richiesti: € 5,00 al giorno.
- Se il nostro nome o la nostra attività commerciale non viene indicata correttamente nell'elenco telefonico, abbiamo diritto a € 200 all'anno di risarcimento.