Droga, prostituzione e contrabbando, per fare degli esempi, saranno tra le attività illegali che da settembre di quest'anno dovranno essere conteggiate all'interno del Pil, Prodotto interno lordo annuo, dei Paesi membri dell'Unione europea. Per meglio dire saranno ottimizzati i metodi di calcolo e di inserimento dei redditi illegali.

Attività illegali dei conti dei Paesi membri

L'obiettivo della riforma europea, di cui saranno stabilite le regole da Eurostat, punta a rendere più realistica possibile la situazione economica dei Paesi membri.

A comunicarlo è l'Istat che afferma "le attività illegali saranno inserite nei conti dei Paesi seguendo le linee guida che stabilirà Eurostat". Anche l'illegalità in fondo è parte integrante dell'economia di un territorio, che si parli di prostituzione o contrabbando, come già si è detto, oppure di lavoro in nero. Istat prosegue affermando "che il cambiamento sta nell'armonizzare i metodi di calcolo dei redditi sommersi già dichiarati all'interno del Prodotto interno lordo degli Stati membri".

L'approvazione di Govannini

Emer Traynor, portavoce del commissario Ue, spiega che il cambiamento sta nel modificare la concezione di attività illecita, nel raffinare i metodi di calcolo e di inserimento all'interno del prodotto interno annuo.

Della novità si dice soddisfatto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che lo definisce un passo "importante" e prosegue "interessante, l'inserimento delle attività illegali era già previsto, ma era un decreto europeo del 1998 che non veniva applicato in quanto non ne erano state concordate le metodologie".