Il ciclismo amatoriale italiano è nuovamente scosso da due casi di doping che evidenziano come il ricorso a prodotti dopanti non sia scomparso nel settore delle granfondo. Bartolomeo Campailla, 37enne cicloamatore siciliano tesserato per l’ASD Team Nuova Avir, è stato sospeso provvisoriamente dopo essere risultato positivo all’eritropoietina ricombinante (EPO). Si tratta del secondo caso simile in meno di una settimana nel panorama amatoriale nazionale.

La positività dopo la Granfondo Circuito Mondiali 76

La sospensione di Campailla è stata decisa dal Tribunale Nazionale Antidoping (TNA), su richiesta della Procura Nazionale Antidoping, per presunta violazione degli articoli 2.1 e 2.2 del Codice Antidoping italiano.

Il test, condotto dalla NADO Italia, ha portato all’avvio della procedura disciplinare; i dettagli specifici relativi al controllo non sono stati resi noti. L’annuncio ufficiale è arrivato martedì 5 maggio.

Ciò che colpisce è la tempistica della positività. Solo due giorni prima, domenica 3 maggio, Campailla aveva partecipato alla Granfondo Circuito Mondiali 76 ad Ostuni (Puglia), concludendo la gara sul percorso medio in 12ª posizione assoluta e 3ª nella categoria M2, con un tempo di 2 ore, 40 minuti e 12 secondi. Il risultato era stato orgogliosamente celebrato sulla pagina Facebook del suo team.

Seconda positività per Giangregorio

Il caso di Campailla arriva appena 24 ore dopo un analogo episodio emerso nel mondo del ciclismo amatoriale: la sospensione provvisoria per EPO di Felice Giangregorio, ex campione italiano di mediofondo.

Giangregorio, 38 anni, era risultato positivo all'EPO già nel 2019 durante un controllo fuori competizione. All'inizio di quell'anno, Giangregorio aveva vinto il campionato italiano di mediofondo (nella categoria maschile 30-34 anni), ma ha dovuto rinunciare al titolo. Inoltre, ha ricevuto una squalifica fino al 14 novembre 2023.

Dopo la sospensione, Giangregorio è tornato a gareggiare nelle granfondo, ottenendo diversi piazzamenti tra i primi dieci, ma è stato nuovamente trovato positivo all'EPO. Attualmente è sospeso in attesa dei risultati del campione B. Se anche il campione B dovesse risultare positivo, Giangregorio rischierebbe una lunga squalifica. Secondo il codice antidoping della WADA, una seconda violazione comporta generalmente sanzioni significativamente più severe della prima, che vanno da una squalifica di otto anni fino all'esclusione a vita, a seconda delle circostanze.

I due episodi consecutivi sottolineano la costante sfida che le istituzioni devono affrontare per garantire la regolarità e la correttezza delle competizioni. L’eritropoietina ricombinante è una delle sostanze dopanti più frequentemente riscontrate nel ciclismo amatoriale italiano.

La sospensione provvisoria adottata dal TNA rappresenta una misura cautelare in attesa della conclusione dell’iter giudiziario completo. Campailla ha il diritto di richiedere l’analisi del cosiddetto “campione B” per verificare la presenza della sostanza proibita. Fino all’esito finale della procedura e alla decisione definitiva del Tribunale Nazionale Antidoping, l’atleta resta presunto innocente.

Questi due casi recenti riportano all’attenzione il problema del doping nel ciclismo amatoriale, confermando come l’impegno delle autorità antidoping sia fondamentale per tutelare la salute degli atleti e l’integrità dello sport. La lotta contro l’uso di sostanze proibite continua quindi a essere una priorità imprescindibile per garantire competizioni leali e trasparenti.