A seguito del nostro articolo relativo alle ultime parole di Vanna Iori sulla proposta di legge che disciplina la figura dell'educatore e del pedagogista, numerosi sono stati i dubbi emersi a riguardo. In particolare, la preoccupazione principale è stata espressa dagli educatori che possono vantare una significativa carriera in ambito educativo e formativo. Questo perché si teme che la loro situazione non possa essere tutelata in maniera adeguata, se, ovviamente, il DDL dovesse essere approvato.

Vediamo nel dettaglio le perplessità emerse e cosa prevede in realtà la proposta di legge della Iori e Bonetti per questa categoria. 

Il dubbio principale sulla proposta di legge

Gli educatori che possono vantare una decennale esperienza nel loro settore temono che con il DDL la loro esperienza possa essere messa in discussione, dovendo rinunciare alla loro amata professione per svolgere corsi universitari ed esami. Tali professionisti rammentano che anche loro hanno dovuto seguire corsi di aggiornamento e corsi di formazione. A ciò c'è da aggiungere che l'esperienza che hanno conseguito è sicuramente un importante valore che non può essere acquisito in via teorica, ma solo stando a contatto con bambini, adulti, anziani e stranieri.

Di conseguenza tale valore non può essere sottovalutato o non valutato ai fini della qualifica professionale. 

Percorso ad hoc per gli educatori senza laurea

Va subito detto che la legge non è retroattiva. I dubbi paventati possono essere confutati dallo stesso disegno di legge, precisamente nell'art. 15 (norme finali e transitorie). Infatti, tale art. definisce che la qualifica di educatore verrà attribuita solo per i soggetti in possesso 'di un diploma o un attestato riconosciuto equipollente al diploma di laurea' per la classe L-19. Per coloro che non sono in possesso del titolo, in via transitoria, potranno seguire un corso intensivo di formazione della durante di almeno un anno. Il corso di formazione si svolgerà presso le apposite sedi universitarie, ma sarà prevista anche la 'formazione a distanza'.

Gli EP che potranno 'beneficiare' di tale percorso sono i professionisti che hanno vinto un concorso pubblico per il profilo di educatore e coloro che hanno già svolto servizio per almeno 3 anni in maniera anche non continuativa. Ovviamente per quest'ultimo caso bisognerà dimostrare il lavoro svolto tramite l'autocertificazione dell'interessato o la dichiarazione del datore di lavoro. Le modalità con cui verrà svolto il corso di formazione verrà comunicato solo se la proposta di legge verrà approvata. In tal caso, tali informazioni verranno comunicate entro 90 giorni. 

Per quanto riguarda la formazione universitaria del pedagogista, facciamo riferimento all'art. 11 della proposta di legge di Iori e Binetti.

Qui viene specificato che la qualifica del pedagogista verrà rilasciata a seguito di un percorso di laurea abilitante della durata quinquennale per le cdc LM 50, LM 57, LM 85 e LM 93. Inoltre, tale qualifica è conseguibile per i professori 'ordinari, straordinari, associati e fuori ruolo' che hanno insegnato per almeno 3 anni, anche non continuativi, in discipline, ovviamente, pedagogiche. Per rimanere aggiornati sulle ultime offerte di lavoro per educatori, seguiteci cliccando in alto sul tasto 'Segui'.