Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale delle Marche, è intervenuta il 5 ottobre 2026 sulla vertenza Electrolux, commentando l’esito dell’incontro con le parti sociali. Al centro della sua dichiarazione vi è il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte dell’azienda, un passaggio che la consigliera ha definito rilevante per l’apertura di una nuova fase della contrattazione.
La vicenda, ha sottolineato Ruggeri, riguarda in modo specifico le Marche e lo stabilimento di Cerreto d’Esi, un punto da seguire con massima attenzione nella discussione sul futuro produttivo e occupazionale.
Ruggeri ha attribuito il risultato ottenuto al ruolo fondamentale delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. “Il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte di Electrolux rappresenta senz'altro un segnale di svolta e il frutto del lavoro incessante portato avanti dalle lavoratrici, dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali.
Ora può partire una nuova fase della contrattazione”, ha dichiarato. La capogruppo regionale ha tuttavia evidenziato che il quadro complessivo rimane delicato e non offre garanzie sufficienti, con un richiamo specifico alla situazione delle Marche e del sito di Cerreto d’Esi.
Focus su occupazione e produzione
Nel suo intervento, Marta Ruggeri ha posto l’accento sulla priorità di tutelare la continuità occupazionale e produttiva. Questa posizione, ha ricordato la capogruppo M5S, è stata ribadita anche attraverso interrogazioni presentate nell’aula del Consiglio regionale. Rivolgendosi alle istituzioni, ha sollecitato un intervento diretto del Governo nazionale e della Giunta regionale delle Marche sul piano industriale e sul destino dello stabilimento marchigiano.
“Non possiamo accettare che Cerreto d'Esi sia destinato a una chiusura mascherata da generici percorsi di reindustrializzazione”, ha affermato con fermezza.
La consigliera ha inoltre richiamato l’attenzione sul dato delle 1.250 uscite indicate a livello nazionale, tra impiegati e operai, previste nei prossimi anni e definite come incentivate e volontarie. A questo elemento, Ruggeri ha associato le svariate decine di contratti a termine che non sono stati rinnovati. Per la capogruppo, la presenza di tali uscite nel piano di ridimensionamento mantiene alta la necessità di vigilanza, nonostante il ritiro dei licenziamenti unilaterali.