Un recente sondaggio di Youtrend per conto di Sky TG24 ha messo alla prova due diverse ipotesi di consultazione preliminare per la scelta del candidato premier della coalizione di centrosinistra. Nello stesso sondaggio poi si valuta, tra gli elettori di centrodestra, l'impatto dell'ingresso del partito di Vannacci nella maggioranza
Lo scenario di Youtrend
Nel primo modello, caratterizzato da una partecipazione ridotta (con un'astensione stimata al 65,7%), Schlein si attesterebbe saldamente al comando con il 38,6%, seguita da Conte al 22,3% e dalla sindaca di Genova Salis al 20,7%, mentre le restanti preferenze (18,4%) si disperderebbero su altri profili.
Al contrario, ipotizzando una forte mobilitazione elettorale e un'astensione limitata al 38,7%, il vantaggio della segretaria dem subirebbe una marcata contrazione: Schlein scenderebbe in questo modo al 30,9%, lasciando a Conte il 27,2% dei consensi e riducendo il margine a una distanza minima di 3,7 punti percentuali. I dati evidenziano dunque che un'elevata affluenza alle urne primarie favorirebbe principalmente l'avanzata dell'ex presidente del Consiglio, pur senza alterare le prime due posizioni della graduatoria.
Per quanto riguarda le modalità di individuazione della guida della coalizione, la linea prevalente (41% del totale) prevede che l'incarico di premier spetti al leader del partito che ottiene il maggior numero di voti.
Questa opzione raccoglie i consensi più elevati tra gli elettori di AVS (54%), del PD (47%) e del M5S (46%). Uno scenario opposto emerge invece tra gli elettori delle forze politiche minori dello stesso schieramento, i quali prediligono nella misura del 37% un'intesa diretta tra i vertici dei partiti, a fronte di appena il 19% favorevole al meccanismo del partito che ottiene più voti.
Gli elettori di centrodestra e Vannacci
L'indagine poi ha preso in considerazione cosa pensano gli elettori del centrodestra di un eventuale ingresso del partito di Futuro Nazionale nella coalizione. Il giudizio appare in questo caso piuttosto diviso, e varia ovviamente rispetto agli elettori di ciascun partito.
Il campione complessivo si divide tra un 51% favorevole, un 31% contrario e un 18% di indecisi.
Il sostegno maggiore si registra tra gli elettori di FDI (59% a favore) e di FN (56%). Di segno opposto l'orientamento riscontrato tra gli elettori delle altre forze della maggioranza, in particolare il suo ex partito (la Lega), Forza Italia e Noi Moderati, dove i pareri negativi raggiungono il 40% a fronte del 30% di consensi, evidenziando una maggiore prudenza verso l'ampliamento dell'alleanza.Restando comunque nel tema sondaggi abbiamo visto come il fattore Vannacci, che non mettete d'accordo l'attuale maggioranza, potrebbe essere un elemento decisivo per arrivare alla maggioranza in Parlamento. Al netto di quale sarà la legge elettorale con la quale si voterà infatti, più di un sondaggio ha sottolineato come l'apporto del partito dell'eurodeputato ex leghista possa essere importante.
E sicuramente nei prossimi mesi lo scenario potrebbe cambiare, al momento i partiti della maggioranza, Meloni inclusa, sembrano guardare a Vannacci con distacco puntando piuttosto a rinforzare il consenso governativo.