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Politica

"La politica è l'arte del possibile, la scienza del relativo. La politica non è una scienza esatta", questo diceva il barone tedesco Otto von Bismarck nell'Ottocento, e questo è ancora più vero oggi, nel 2018, specialmente in Italia. Nel nostro paese si fa un gran parlare di politica, soprattutto nei mesi che precedono le elezioni politiche e in quelli che le seguono, tanto più in una fase di incertezza istituzionale come quella attuale. Ma la politica attraversa in realtà le nostre vite ogni giorno, dal momento che tutte le scelte prese dai vari attori politici, nazionali e locali, hanno ricadute concrete sulla quotidianità.

Politica italiana: come funziona?

L'Italia è una Repubblica Parlamentare, i cittadini infatti, con le elezioni politiche eleggono i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, che esercitano la funzione Legislativa. Salvo scioglimenti anticipati delle Camere, tale elezioni si svolgono ogni 5 anni. Il potere Esecutivo invece spetta al Governo, il quale per stare in carica deve godere della maggioranza dei voti in entrambi i rami del Parlamento. Il potere Giudiziario spetta invece alla Magistratura che deve essere indipendente rispetto alla politica.

L'Italia ha un Presidente della Repubblica, non eletto direttamente dai cittadini, ma invece dal Parlamento riunito in seduta comune ogni 7 anni: esso rappresenta l'unità del Paese ed ha alcune funzioni specificamente previste dalla Costituzione.

I cittadini sono però chiamati a esprimersi con il voto non solo con le elezioni politiche, ma anche per eleggere i propri rappresentanti negli enti locali, come i consigli regionali (e il relativo Presidente) e i consigli comunali (e il Sindaco): anche tali elezioni si svolgono di regola ogni 5 anni. Da qualche anno non sono invece più eletti dai cittadini i consigli provinciali, che sono diventati un organo di secondo livello, eletto pertanto solo da chi è consigliere comunale o sindaco.

Esistono in Italia anche forme di democrazia diretta come i referendum abrogativi (per cancellare leggi vigenti, se richiesto da almeno 500.000 firme di cittadini e qualora si raggiunga il quorum di almeno il 50% +1 degli aventi diritto) e i Referendum Costituzionali (per confermare eventuali modifiche alla Costituzione che non abbiano avuto la maggioranza dei 2/3 in ciascun ramo del Parlamento).

La politica italiana nel Dopoguerra: la 'Prima Repubblica'

Dopo la fine della seconda guerra mondiale l'Italia ha avuto, per circa 45 anni, un sistema politico basato sulla Democrazia Cristiana, che è sempre rimasta ininterrottamente al Governo, alleandosi di volta in volta con partiti diversi come il Partito Socialista, il Partito Repubblicano, il Partito Liberale e il Partito Socialdemocratico. Nei momenti in cui essi governarono tutti assieme, venne coniata la formula del "Pentapartito". Pur avendo una consistenza pari sempre a oltre 1/4 dell'elettorato non andò invece mai al Governo il Partito Comunista Italiano, così come, dalla parte opposta dello schieramento politico, non ebbe mai incarichi governativi il Movimento Sociale Italiano, erede del disciolto partito fascista. In quegli anni, definiti anche "Prima Repubblica", l'Italia ebbe numerosi Governi, in media meno di uno all'anno, quindi un'instabilità politica molto accentuata.

La 'Seconda Repubblica' fra centrodestra e centrosinistra

Questo sistema si interruppe nel 1992 quando emersero forti scandali di corruzione verso i principali partiti ("Tangentopoli" o "Mani Pulite") che costrinsero di fatto allo scioglimento delle principali formazioni politiche. Nel 1993 inoltre venne varata una nuova legge elettorale, che faceva passare dal sistema proporzionale fino ad allora vigente, a un sistema prevalentemente maggioritario: inizia la "Seconda Repubblica", caratterizzata essenzialmente da un bipolarismo. Dalla metà degli anni Novanta fino al 2011 infatti si sono sempre alternate al Governo del Paese delle coalizioni: o di centrodestra (sempre guidate da Silvio Berlusconi) o di centrosinistra (con i Governi Prodi, D'Alema, Amato, e infine ancora Prodi).

Politica italiana oggi: cosa succede?

Sebbene la "Seconda Repubblica" non sia formalmente mai finita e non sia ancora stata coniata una nuova formula giornalistica per definire questi ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti che da fine 2011 non è vi più stata una coalizione politicamente omogenea alla guida del Governo italiano. Dal Governo tecnico di Mario Monti, a quelli più politici di Enrico Letta, di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni, infatti ci sono sempre state delle coalizioni più o meno larghe a sostenere i vari Esecutivi, nei quali hanno avuto incarichi sia ministri di centrosinistra, sia di centrodestra che personalità indipendenti.

Le elezioni politiche del marzo 2018 hanno portato a un nuovo quadro politico in cui nessuna forza presentatasi alle urne era autonomamente in grado di governare il paese. Dopo oltre due mesi di trattative, da giugno è in carica quindi un nuovo Governo di coalizione, presieduto dal professor Giuseppe Conte, che riunisce la Lega e il Movimento 5 Stelle.

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