Sono passati sedici lunghissimi anni, da quando Enrico Forti, detto Chico è stato condannato all'ergastolo, in seguito al presunto omicidio di Dale Pike, avvenuto nel luglio 1998. In tutti questi anni Forti si è sempre dichiarato innocente, nonché vittima di un errore giudiziario. Attualmente sta scontando la sua (ingiusta) pena nel "Dade Correctional Institution" di Miami, negli Stati Uniti, lottando con fermezza per dimostrare la verità dei fatti, senza perdere la speranza, nonostante la giustizia americana reputi il suo caso giudiziario 'morto e sepolto'.

Un tuffo nel passato

Il 15 febbraio 1998 Chico Forti incontra Dale Pike, figlio di Anthony Pike, proprietario del Pikes Hotel di Ibiza, con cui Forti era in contatto per concludere la trattativa di acquisto del suddetto hotel. Pike jr. rimane d'accordo con Forti di rivedersi il 18 febbraio, giorno in cui anche Pike sr. sarebbe arrivato a Miami. A questo punto, Chico, ignaro dei fatti che sarebbero avvenuti in questo lasso di tempo, si reca in aeroporto, come prestabilito, per incontrare Pike sr. il quale però non sarà lì ad attenderlo. Infatti, la mattina del 16 febbraio, il corpo di Dale Pike viene ritrovato sulla spiaggia di Sewer Beach, ucciso con due colpi di pistola calibro 22.

Il 19 febbraio, Chico viene convocato dal Dipartimento di Polizia, come persona informata sui fatti, a seguito del ritrovamento di una scheda telefonica, con cui lo stesso Pike aveva effettuato alcune chiamate (senza risposta) al suo cellulare.

A seguito della  notizia del presunto omicidio, Forti commette l'errore di dichiarare alla polizia di non aver mai incontrato Dale Pike, finendo inevitabilmente nella lista dei sospettati, ritrattando e raccontando però la verità il giorno seguente. Il 20 febbraio infatti presenta alla polizia tutti i documenti relativi alla compravendita del Pikes Hotel, venendo interrogato per ben 14 ore ed in seguito arrestato con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio di Pike jr.

e di frode nei confronti del padre della vittima, costretto a vendere l'hotel per una cifra ritenuta esigua e beffarda. 

L'assenza di prove concrete permette a Forti di venire assolto dalle accuse di frode. A questo punto ci si aspetta che venga assolto anche dall'accusa più grave, quella che lo definisce il mandante dell'omicidio di Pike, considerata la mancanza del movente. Tuttavia, le cose non vanno secondo quanto ci si dovrebbe aspettare, perché, precisamente il 15 giugno 2000, Chico Forti viene condannato all'ergastolo, ritenuto dalla Corte l'istigatore del delitto (e non l'esecutore, sia chiaro), sulla base di mere 'sensazioni'.

'Il Sorriso della Medusa'

Cosa può aver fatto di così grave un uomo, per meritarsi un tale accanimento da parte della giustizia, su un caso privo di solide basi su cui fare affidamento?

Il sospetto è che il documentario sull'assassinio di Gianni Versace, intitolato 'Il Sorriso della Medusa' e realizzato dallo stesso Forti, possa aver alimentato una certa antipatia nei suoi confronti. Nel documentario infatti Forti metterebbe in cattiva luce la polizia di Miami, insinuando che possa essere corrotta e di aver deviato le indagini sul caso dell'omicidio dello stilista. Ad oggi Chico Forti è ancora rinchiuso nel carcere di Miami, vittima di un caso mai completamente risolto con adeguata chiarezza, con Joe Tacopina, suo legale, che dopo più di un anno passato a raccogliere prove dell'innocenza di Chico, non si arrende e continua a chiedere la revisione del processo (già negata cinque volte).

Quanto tempo dovrà passare ancora, prima che un uomo innocente e vittima di un sistema giudiziario assai frettoloso, possa finalmente riassaporare la libertà e ricongiungersi con le persone care, da cui è stato ingiustamente separato? Ci aspettiamo, ancora una volta, che il governo e la diplomazia italiana e la diplomazia italiana non si dimentichino di un loro cittadino e che riescano finalmente ad abbattere questo muro di menzogne, innalzato ben 16 anni fa.