Tutto quanto si trova in rete non può certo dirsi tranquillo. Dai siti istituzionali ai piccoli blog, tutti sono esposti ad attacchi di hacker sempre pronti a superare i sistemi di sicurezza. Non fanno eccezione i conti correnti bancari, anzi, costituiscono il boccone più succulento dato che da esso si cerca di reperire denaro. Del resto anche le rapine in banca cambiano natura e sembra ormai roba d'altri tempi quelle effettuate da gente in maschera o bendata, che entrando gridava ''mani in alto, questa è una rapina!".

Ultima minaccia viene da un malware in continua evoluzione: Slave, scoperto da F5 Networks, azienda americana specializzata in tecnologie. Vediamo come lo descrive.

Come agisce Slave

Come riporta Qui Finanza, Slave è un trojan bancario apparso per la prima volta a marzo di quest'anno e ha già infettato i browser di molti utenti ed è molto difficile da identificare. Slave è molto simile al famigerato malware Zeus, ma il primo comprende la creazione ex novo di fittizie di chiavi di registro. Come agisce Slave? In sostanza, immette un proprio codice nelle pagine web dei servizi bancari, poi esegue una serie di operazioni cyber criminali, quali rubare l'account per, scambiare l'IBAN, perfino trasferire automaticamente fondi dal proprio conto a uno creato appositamente.

Ma soprattutto, è in grado di controllare perfino il timestamp. Infine, il codice che utilizza funziona a tempo, cosicché, passate alcune settimane, non è più valido sparendo nel nulla diventando intracciabile.

I danni dei malware

Come spiega Paolo Arcagni, di F5, nonostante si possano utilizzare tutte una serie di accortezze, i rischi associati alle frodi web non si possono eliminare del tutto e possono colpire chiunque. Proprio per la loro continua evoluzione e mutamento. Si stima che negli ultimi due anni, praticamente la metà delle aziende che esercitano nel settore finance hanno subito frodi. Dunque stiamo attenti, utilizzando banche che adoperino le più avanzate misure di sicurezza per l'utilizzo dei conti correnti sul web.