Continuano gli appelli dei giornalisti e dei personaggi del mondo dello spettacolo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la grazia a Fabrizio Corona, e dopo Travaglio si è mobilitato anche Adriano Celentano, e la madre dell'ex re dei paparazzi, Gabriella è stata ospite ieri a Verissimo, dove ha letto la nuova accorata lettera di Fabrizio Corona diretta alla conduttrice televisiva Silvia Toffanin.
Gabriella ha sottolineato le malsane condizioni di salute del figlio, depresso e dimagrito, rinchiuso nel carcere di Opera da circa un anno e mezzo, dichiarando di augurarsi che possa uscire quanto prima per poterlo fare curare e ha ringraziato Adriano Celentano per il suo appello di grazia a Napolitano. Il cantautore milanese evergreen nel suo blog nei giorni scorsi aveva chiesto pubblicamente la grazia per il fotografo vip al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poiché quest'ultimo sembra essersi chiuso nel silenzio in merito alla vicenda di Fabrizio Corona, dove ha precisato di non conoscere personalmente l'ex fidanzato di Belen Rodriguez, ma di aver seguito le sue vicende attraverso i mass media e di considerarlo: "Un ragazzo che nel male ha agito bene".
Il "Molleggiato" ha affermato che in Italia paga soltanto l'esuberante Corona, e rivolgendosi al silente Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha chiesto appellandosi allo spirito della religione cattolica di calarsi, solo per pochi attimi, nella sofferenza di chi sta pagando un prezzo troppo alto rispetto agli errori commessi: "Signor Presidente, a Lei che è nella condizione di aggiustare i passi di coloro che sbagliano, chiedo solo un po' di pietà e di concedere la grazia a quel Ragazzo che `nel male ha agito bene´, come disse Gesù".
Dunque anche l'artista milanese dopo la richiesta di grazia del giornalista Travaglio, si è accodato all'appello di Antonella Clerici, Fiorello, e Filippo Facci per ridare la libertà a Corona, detenuto nel carcere milanese di massima sicurezza di Opera, dove sono reclusi i boss a regime al 41 bis, per scontare una condanna di 9 anni, senza sconti per la liberazione anticipata (75 giorni a semestre per regolare condotta), senza nessun percorso rieducativo e terapeutico, ma con almeno 5 anni in cella.