Ha dell'incredibile la vicenda che in data odierna ha visto coinvolte alcune delle persone presenti in un'aula del Tribunale di Milano quando, in seguito a una sparatoria, tre persone sono morte e due - delle quali una in gravi condizioni - sono state ricoverate in ospedale con ferite multiple. Il killer - poi fuggito su uno scooter ma arrestato successivamente - era imputato per bancarotta insieme al socio.
Sparatoria nel Palazzo di giustizia di Milano: i fatti
Fino a poche ore fa alcune indiscrezioni trapelate da testimoni non ben identificati lasciavano intendere che il killer Claudio Giardiello fosse riuscito ad entrare in tribunale con una pistola grazie a un metal detector non funzionante. Secondo quanto appreso in seguito alle verifiche effettuate dalle forze dell'ordine, gli apparati invece erano perfettamente a regime e l'imputato sarebbe riuscito ad entrare dall'ingresso dedicato ad avvocati, magistrati e cronisti grazie a un tesserino falso.Bilancio della sparatoria: due feriti e tre morti
Il movente dell'aggressione a mano armata perpetrata dal Giardiello - secondo quanto riportato da Ansa - sarebbe la vendetta: il killer voleva infatti rendersi giustizia contro coloro che lo avevano rovinato.Fra di essi troviamo l'ex legale: il 37enne Lorenzo Alberto Claris Appiani era infatti in tribunale per testimoniare contro l'ex assistito in questo nuovo processo per bancarotta, quando è finito nel mirino di Giardiello che gli ha sparato al torace causandone il decesso. Alcuni dei 13 colpi di pistola sono stati destinati al giudice fallimentare Fernando Ciampi e al co-imputato Giorgio Erba, morti entrambi. Ferito il nipote di quest'ultimo in modo grave, e un altro legale che però non sarebbe in pericolo di vita.