Colpo di scena per il caso del piccolo Loris, il bambino ucciso nel novembre 2014 e trovato nel canalone di contrada Mulino Vecchio. Le ultime notizie parlano di un possibile complice: a quanto pare, infatti, Veronica Panarello non era sola, ma in compagnia di un uomo di corporatura robusta. Le indagini si erano concentrate quasi subito sulla madre, ma lei, Veronica Panarello, si è sempre dichiarata innocente; fino a quando, in un colloquio con il marito, disse: "Non sono sicura di aver accompagnato Loris a scuola".

Con la motivazione di una "lucidissima assassina", la donna è così finita in carcere, incastrata anche dalle immagini salvate dalle telecamere di Santa Croce Camerina. In uno degli ultimi interrogatori era addirittura arrivata una confessione: "È stato un incidente. Quando sono tornata a casa, Loris si era stretto le fascette al collo, con cui stava giocando. Ho fatto di tutto per salvarlo, ma non respirava più. Ho avuto paura che nessuno mi credesse e così ho nascosto il corpo".

Omicidio Loris: nelle immagini spunta una terza persona

Ma ecco però un'incredibile (ancora non confermata) scoperta.

A divulgare la notizia, tramite la trasmissione Mattino Cinque, è stato l'esperto informatico Marcello Locurto; il quale avrebbe analizzato accuratamente, con un software sofisticato, i famosi fotogrammi delle telecamere. Nel primo fotogramma, quando la Polo nera rientra in casa, secondo l'ingegnere sul sedile posteriore si vede una terza figura apparentemente maschile. Nel secondo frame (quello della rotonda del supermercato Despar), ovvero quando la macchina esce di casa in direzione del canalone, la figura maschile sarebbe addirittura alla guida, la corporatura infatti non è riconducibile a Veronica Panarello, anzi, Locurto afferma con sicurezza che si tratta di un uomo robusto dai capelli molto corti o rasati.

Caso Loris: la Panarello non poteva stare in quel punto

L'ingegnere conclude poi con un'altra incredibile dichiarazione: l'orario su cui è stata basata la ricostruzione della vicenda è errato. Il server della telecamera registra la macchina, con la Panarello e i due bambini dietro, alle 8.27 davanti alla Despar, mentre gli inquirenti dicono invece che la donna sarebbe uscita di casa alle 8.31. Le due versioni sono quindi incompatibili, ma l'esperto Marcello Locurto è convinto e deciso delle sue prove. E ora? Cosa succederà? La Panarello resterà in carcere come unica presunta colpevole oppure si aggiungerà un complice o, come qualcuno sostiene, tornerà libera? Per ora si attendono comunicazioni ufficiali dalle autorità. L'avvocato della donna, Francesco Villardita, e gli inquirenti non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione riguardo i nuovi elementi.