L'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, ha dichiarato che le recenti registrazioni audio attribuite ad Andrea Sempio non costituiscono una confessione, ma sono frutto di "suggestioni mediatiche". In un video del 7 maggio 2026, Compagna ha spiegato che si tratta di soliloqui di Sempio risalenti a un anno fa, mentre ascoltava trasmissioni o podcast. L'avvocato ha ribadito la chiarezza degli elementi a carico di Alberto Stasi nella sentenza definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, e ha affermato che Sempio, sebbene "braccato e intercettato", non sembrerebbe avere alcuna attinenza con il delitto.
Le intercettazioni di Sempio, registrate nella sua auto il 14 aprile 2025, sono state interpretate dall'accusa come una possibile autoconfessione. Queste frasi sono state messe in relazione alla violazione della cartella informatica "Albert.zip", contenente video di Chiara Poggi e Alberto Stasi, e al loro presunto trasferimento su chiavetta USB. Una frase captata, "Anche lui lo sa… perché ho visto dal suo cellulare… perché Chiara con quel video… dentro la penna, va bene… io ce l’ho", è stata evidenziata dal pm Stefano Civardi durante un interrogatorio in cui Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La difesa di Andrea Sempio e la testimonianza chiave
La difesa di Andrea Sempio, rappresentata dall'avvocato Liborio Cataliotti, ha contestato il valore confessorio delle intercettazioni.
Cataliotti ha sottolineato che Sempio, già intercettato nel 2017, era consapevole di essere sotto indagine, rendendo "poco credibile" una confessione spontanea. L'avvocato ha precisato di aver letto solo trascrizioni parziali e ha descritto l'abitudine del suo cliente di commentare in modo ironico le accuse mediatiche. Riguardo al video, Cataliotti ha negato che Sempio abbia ammesso di averlo, suggerendo una riproduzione ironica di accuse.
A favore di Sempio si è espressa la testimonianza di Marco Poggi, fratello della vittima. Durante il suo interrogatorio, Marco Poggi ha scagionato completamente Sempio, affermando: "No, Andrea no" in riferimento agli audio. Ha anche precisato di non aver mai visto video intimi di sua sorella e Alberto.
Marco Poggi ha suggerito di riaprire le indagini su Marco Panzarasa, un vecchio amico di Alberto Stasi, un suggerimento che, secondo un investigatore, lo fa apparire "come se fosse lui l’avvocato di Andrea Sempio".
La posizione della famiglia Poggi e le nuove ipotesi
Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Chiara Poggi, hanno ribadito tramite l'avvocato Gian Luigi Tizzoni la loro posizione ferma, già espressa nel 2015 con la condanna definitiva di Alberto Stasi a sedici anni. Hanno manifestato stanchezza per le "piste alternative" che emergono e durano poco, sottolineando la priorità di proteggere la memoria della figlia. L'avvocato Francesco Compagna ha rafforzato questa visione, affermando che "la colpevolezza di Stasi e l’innocenza di Sempio sono sempre più evidenti", e che l'ipotesi su Sempio sembra "costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti".
Dall'incrocio delle nuove consulenze emerge una diversa dinamica dell'omicidio Poggi, che ribalta la ricostruzione della sentenza di Stasi. Si ipotizza un tentativo di approccio sessuale e rifiuto, seguito da colpi a mani nude e poi con un martello a coda di rondine. Chiara avrebbe tentato la fuga dall'ingresso. L'aggressore si sarebbe lavato le mani in cucina (dove fu repertata una traccia di sangue non analizzata). I colpi mortali sarebbero stati inflitti in fondo alle scale, prima della fuga e della pulizia presso la casa della nonna. Le impronte delle scarpe repertate sarebbero compatibili con il numero di Andrea Sempio (42/43).
Circola inoltre l'ipotesi che la famiglia Poggi non voglia perdere il risarcimento di 800mila euro ricevuto da Stasi, che verrebbe meno in caso di una sua definitiva estraneità al delitto.