Una bomba è esplosa poco dopo le 3:00 di questa mattina all'Istituto di criminologia collegato direttamente con il Ministero della giustizia di Neder-Over-Heembeek, un sobborgo di Bruxelles in cui hanno sede anche il tribunale penale e un istituto di medicina legale che svolgono le più importanti indagini del belgio. Non è ancora chiaro come si siano svolti i fatti, ma sembra che un' auto sia entrata nel giardino dell'edificio sfondando una recinzione: secondo le prime indagini sembra che sia opera di piromani, anche se la pista terroristica non è del tutto esclusa.

In tutto il Belgio è subito partita la caccia ai responsabili, ma per ora le indagini rimangono nel più stretto riserbo e gli inquirenti non vogliono sbilanciarsi a favore di una pista precisa; per precauzione l'allerta terrorismo rimane al livello più alto e i controlli continuano serrati.

Lo spettro del 22 marzo

In tutti i cittadini belgi rimane lo spettro degli attacchi che il 22 marzo scorso fecero più di più di 32 vittime tra la metropolitana e l'aeroporto di Zaventem; la paura di quel terribile giorno è una ferita ancora aperta e nessuno potrà mai dimenticare le urla strazianti dei feriti e il panico che si scatenò immediatamente. 

Quel terribile giorno Bruxelles si dimostrò vulnerabile e i terroristi si fecero vedere capaci di colpire una grande metropoli occidentale al cuore, nei punti strategici più vulnerabili e anche in tutti quei luoghi che fino a poco prima erano considerati sicuri.

La scelta del luogo è casuale?

Ci si interroga se la scelta di colpire proprio l'Istituto di criminologia sia stata casuale oppure attentamente calcolata: l'istituto è collegato direttamente con il Ministero della giustizia e già questo basta e renderlo un obiettivo strategico per eventuali terroristi islamisti e proprio in quell'istituto si svolgono le indagini che hanno portato ad individuare e incarcerare i responsabili degli attacchi del 22 marzo.

Il fatto che vicino all'istituto ci siano anche il tribunale penale e un istituto di medicina legale, è un altro fattore che fa pensare che il luogo dell'esplosione sia stato scelto attentamente e che tutto sia stato calcolato in modo da scatenare clamore mediatico e infondere paura nella popolazione.

L'allerta rimane massima

L'allerta terrorismo rimane al livello 3, uno dei più alti, e non si può escludere che nuove cellule dormienti del sedicente Stato islamico siano pronte a colpire nuovamente il Paese; le squadre speciali anti terrorismo stanno aggiornando quotidianamente la lista di persone sospette e a rischio di radicalizzazione.

Già alcuni centri di ritrovo islamici e alcune moschee sono state chiuse e i controlli su alcuni imam incitatori all'odio anti occidentale sono ancora in corso; tra qualche giorno sapremo con certezza se anche l'esplosione di questa mattina è collegata oppure no all'opera dei fanatici islamisti.