La classifica dice tutto: la Salernitana è terza nel girone C di Serie C con 49 punti e domani ha un solo obiettivo, vincere per tenere viva la speranza di agganciare il primo posto. Dall’altra parte la Cavese lotta per restare in categoria: oggi è a +1 sulla zona play out, rilanciata da quattro risultati utili consecutivi, tra cui il successo contro il Monopoli. Classifica diversa, stessa pressione. Perché questo non è solo un derby: è una partita che pesa. E la combo di queste due cose ovviamente fa salire l'attesa della gara di Serie C.

Attesissimo derby Cavese- Salernitana

Il clima si è acceso già alla vigilia, stasera, 13 Febbraio 2026. A tarda sera, a due passi dal belvedere di Vietri sul Mare, territorio simbolicamente a metà tra Salerno e Cava de' Tirreni, si sono affrontati gruppi di giovanissimi tifosi. Un appuntamento concordato, una sorta di regolamento di conti. A chiedere l’incontro, secondo quanto riporta leggo.it, sarebbero stati i cavesi; i salernitani, seppur numericamente inferiori, avrebbero risposto presente.

Le immagini, riprese da alcuni residenti e circolate in queste ore, raccontano botte, urla, caos. Una scena che ha svegliato il quartiere e che nulla ha a che vedere con lo spirito sportivo. Sul posto le forze dell’ordine non avrebbero fatto in tempo a intervenire, ma l’attenzione resta altissima in vista della partita.

Va chiarito: le tifoserie organizzate delle due squadre sarebbero estranee all’episodio.

Il derby è sempre stato acceso. Ma quando a finire in mezzo sono ragazzini, il confine tra passione e incoscienza si assottiglia pericolosamente. Domani il campo dirà chi avrà più fame di punti. Fuori, invece, serve responsabilità. Perché una partita dura novanta minuti. Le conseguenze di certe scelte, molto di più.

Il problema della violenza legata al mondo ultras non è folklore, è un fallimento educativo e sociale. Quando il tifo diventa pretesto per lo scontro, il calcio perde e restano solo denunce, Daspo e feriti. Le curve non possono essere zone franche né palestre di rabbia per adolescenti in cerca di identità. Servono controlli, responsabilità familiari e condanne nette, senza ambiguità. Il derby deve restare rivalità sportiva, non resa dei conti.