Proprio l’altro ieri sera si erano registrati nuovi disordini lontano da uno stadio. A Vietri sul Mare, secondo diverse segnalazioni, ci sarebbero stati scontri tra gruppi riconducibili probabilmente alle tifoserie di Cavese e Salernitana. Oggi un nuovo episodio di violenza, stavolta subito prima del match.
Nuovi scontri allo stadio
Momenti di forte tensione infatti si sono registrati prima del fischio d’inizio della gara in programma a Casarano, valida per la Serie C. Secondo quanto riferito da fonti locali, un gruppo di sostenitori provenienti dalla Campania sarebbe entrato in contatto con alcuni tifosi della squadra di casa, dando vita a tafferugli che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
La situazione è rientrata nel giro di poco tempo grazie al presidio delle autorità, che hanno evitato conseguenze più gravi e impedito che gli scontri degenerassero ulteriormente.
L’episodio riaccende i riflettori su un problema che, nonostante divieti di trasferta, limitazioni alla vendita dei biglietti e misure preventive sempre più stringenti, continua a ripresentarsi con preoccupante frequenza. Negli ultimi mesi, infatti, si sono moltiplicati i casi di tensione tra tifoserie, spesso lontano dagli stadi e al di fuori dei percorsi ufficiali predisposti per l’accesso agli impianti sportivi. La dinamica sembra seguire uno schema ormai noto: contatti tra gruppi organizzati, spostamenti pianificati e incontri che avvengono prima o dopo le partite, talvolta in aree periferiche o in comuni limitrofi, così da eludere i controlli.
È il segnale evidente che il fenomeno non si esaurisce con le restrizioni formali, ma si sposta altrove, assumendo contorni difficili da gestire.
Il calcio giocato finisce così in secondo piano, oscurato da episodi che nulla hanno a che vedere con il tifo sano e con la passione sportiva. Le società e le istituzioni sono chiamate a una riflessione profonda: le misure adottate finora non bastano. Senza un cambio culturale e una presa di responsabilità collettiva, il rischio è che certe scene continuino a ripetersi, danneggiando l’immagine del movimento e mettendo a rischio la sicurezza di tutti.